“Solleviamo Ipotesi”

05/09/2016

InfoFermo.it torna con il quarto appuntamento di “Solleviamo Ipotesi”, la rubrica che permette ai nostri lettori più giovani di inviarci domande e curiosità a cui noi daremo una risposta, avvalendoci anche dell’aiuto di esperti in materia. L’indirizzo di posta elettronica a cui inviarci le domande è sempre lo stesso: solleviamoipotesi@gmail.com.

La prima ipotesi di oggi ci è stata inviata da Giorgio, diciottenne di Fermo.

“Qualora dovessero verificarsi altre scosse di terremoto gli studenti del fermano potrebbero ritenersi tranquilli all’interno delle scuole?”

Ottima ipotesi, crediamo che la tua sia una domanda che molti studenti si sono posti negli ultimi giorni. Per farci dare una risposta chiara ed esauriente abbiamo girato la tua ipotesi al geologo Sergio Raccichini: “Dipende tutto dagli esami di vulnerabilità sismica fatti sulla struttura, se questa valutazione non esiste non vi è una risposta specifica alla domanda. Ogni edificio strategico dovrebbe essere stato sottoposto a tale verifica. Ma il Comune di Fermo non è un territorio sismogenetico attivo come anche una buona parte della zona provinciale. I danni che si possono verificare derivano dai territori che si originano nell’Appennino che è invece una zona sismogenetica attiva”.

La seconda ipotesi ci arriva da Emanuela, quattordicenne di Porto San Giorgio.

“Ho appena finito la terza media. Cosa sarebbe potuto succedere se invece di scegliere il Liceo Scientifico (scuola superiore a cui mi sono effettivamente iscritta) mi fossi iscritta al Liceo Classico (istituto a cui ho avuto fino all’ultimo una fortissima tentazione ad iscrivermi)? Ho questo dubbio perché ho scelto il Liceo Scientifico perché mi piacciono molto le scienze, ma non mi piace per nulla la matematica, vado molto bene invece in italiano.”

Il tuo dubbio è più che legittimo e credo che sia lo stesso che abbia attanagliato quasi tutti noi al momento della scelta della scuola superiore. A nostro parere poi la tua situazione è la peggiore di tutte, ovvero quando ti piacciono un certo tipo di materie ma sei cosciente di essere più incline ad altre. Tutto passa però per la tua dedizione allo studio e alla voglia che hai di raggiungere un obbiettivo che potrebbe essere anche il lavoro che vuoi fare da grande. Sicuramente, te lo diciamo per esperienza, giocheranno un ruolo fondamentale anche i professori che incontrerai durante la tua avventura scolastica. Un consiglio che ti possiamo dare è quello di concentrarti particolarmente sullo studio delle materie in cui sai di essere più debole, inoltre non devi assolutamente farti abbattere dai piccoli insuccessi come prendere un brutto voto.

L’ultima ipotesi ci arriva da Fabrizio, sedicenne di Fermo.

“Se il tempo continuasse ad essere soleggiato e le temperature alte, anche se siamo a settembre, potremmo continuare tranquillamente ad andare al mare”

Sarebbe molto bello in effetti. Purtroppo le previsioni meteo, se da un lato continuano a prevedere temperature alte, dall’altro però assicurano un tempo molto variabile e non marcatamente estivo. Probabilmente momenti per andare ancora a divertirsi in spiaggia ce ne saranno ma vi saranno altrettanto facilmente nubi e piogge che ci accompagneranno verso l’inizio dell’autunno.

30/08/2016

InfoFermo.it torna con il terzo appuntamento di “Solleviamo Ipotesi”, la rubrica che permette ai nostri lettori più giovani di inviarci domande e curiosità a cui noi daremo una risposta, avvalendoci anche dell’aiuto di esperti in materia. L’indirizzo di posta elettronica a cui inviarci le domande è sempre lo stesso: solleviamoipotesi@gmail.com.

La prima ipotesi di oggi è stata sollevata da Roberta, quattordicenne di Fermo.

D: “Dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia la scorsa settimana mi è venuta in mente un’ipotesi da sottoporvi: se esistesse un metodo per prevedere, anche con approssimazione, i terremoti i luoghi notoriamente a rischio come il centro Italia potrebbero essere evacuati per salvaguardare almeno le vite umane”.

R: Una scoperta del genere sarebbe qualcosa di veramente incredibile. Chiunque riuscisse a trovare un modo per prevedere i terremoti avrebbe il Premio Nobel assicurato. Il problema è che più volte è stata smentita tale possibilità. Quello che l’uomo può sicuramente fare è quello di lavorare sulla prevenzione come ci dice anche Francesco Lusek, il Coordinatore Provinciale della Protezione Civile: “Sono anni ormai che la comunità scientifica sostiene l’impossibilità di prevedere i terremoti. Da questo punto di vista ogni risvolto è affidato al caso, o comunque a fattori che, ad oggi, non siamo in grado di studiare. Possiamo solo prepararci meglio puntando sulla prevenzione per limitare i danni di un sisma: per esempio costruendo case antisismiche o insegnando ai cittadini cosa fare in caso di pericolo. In Italia però abbiamo, da questo punto di vista, una limitazione che paesi più all’avanguardia di noi in questo campo, come Stati Uniti e soprattutto Giappone, non hanno ovvero le case antiche e i centri storici, che sono difficili da mettere a norma e comunque rappresentano una realtà che non si può certo eliminare”.

La seconda ipotesi ci è arrivata invece da Francesco, sedicenne di Amandola.

D:“Se venisse fatta più prevenzione, anche e soprattutto informando la popolazione sulle norme da tenere in caso di un sisma, ci sarebbe maggiore preparazione da parte dei cittadini per affrontare simili eventi. Azioni di informazione come queste potrebbero anche salvare vite umane”.

R: La prevenzione tramite la comunicazione delle norme di sicurezza viene già fatta, ma, evidentemente, come questa emergenza ci ha mostrato non è abbastanza. Purtroppo la capacità di applicare tali norme è anche strettamente collegata con le capacità personali di pensare lucidamente e di avere il sangue freddo. Comunque le norme di sicurezza sono le solite: proteggersi sotto mobili robusti, come per esempio una pesante scrivania o un tavolo, oppure appoggiarsi contro un muro interno. Rimanere lontani da dove i vetri potrebbero frantumarsi, come nei pressi di finestre, specchi, quadri o da dove librerie pesanti o altri mobili pesanti potrebbero cadere. All’esterno bisogna stare lontano da edifici, alberi, linee telefoniche ed elettriche, cavalcavia o autostrade sopraelevate. Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore per scappare, talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire. Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave. Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche. Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. Evita di usare il telefono e l’automobile per lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi.

Potete leggere tutte le domande e le risposte della nostra rubrica nella sezione “Solleviamo Ipotesi” del nostro sito.

23/08/2016

Torniamo con il secondo appuntamento di “Solleviamo Ipotesi”, la rubrica di InfoFermo.it che permette ai nostri lettori più giovani di inviarci domande e curiosità a cui noi daremo una risposta, avvalendoci anche dell’aiuto di esperti in materia. L’indirizzo di posta elettronica a cui inviarci le domande è sempre lo stesso: solleviamoipotesi@gmail.com.

La prima ipotesi a cui risponderemo è quella di Giulio, diciottenne di Fermo.

 ”Se non esistessero i dialetti da una parte forse nel nostro paese ci sarebbe una maggiore conoscenza dell’italiano, dall’altra però si perderebbe un grosso tassello della nostra identità culturale locale. Inoltre io considero il nostro dialetto, per il suo intimo legame con la nostra terra, uno fra i più belli d’Italia.”

Siamo d’accordo. Molto spesso la poca conoscenza dell’italiano da parte di alcune persone (senza alcuna distinzione poiché è un problema che affligge sia gli anziani che i più giovani purtroppo) è sicuramente legata anche al fatto che nelle famiglia, molto spesso, si parla il dialetto. Però, d’altro canto, il dialetto è un parte integrante e importantissima della cultura del territorio. Inoltre crediamo che, con buona pace di Dante e Manzoni, il dialetto più bello è il proprio, perché è quello che si conosce e che ci ha accompagnato nel corso della nostra vita. In particolare il nostro dialetto è incredibilmente territoriale: il fermano si parla solo nella nostra provincia, è inoltre molto legato alla lingua latina. Le Marche in questo sono eccezionali: un dialetto per ogni zona e ogni comune che propone la propria variante.

La seconda ipotesi è invece di Roberto, diciottenne di Fermo.

 “Se nel fermano ci fossero più cose da poter fare noi giovani avremmo molte più attività da svolgere per poterci svagare e intrattenere.”.

Mi spiace ma qui vogliamo contraddirti. Nel fermano di attività da poter fare ce ne sono molte. Viviamo in un territorio che ci permette di passare tranquillamente una giornata al mare, in montagna o in città. Certo Fermo e Porto San Giorgio non sono certo Roma o Milano, ma i locali, le pizzerie o i bar per ospitare noi giovani la sera ci sono. Inoltre le numerose sagre in giro per la provincia ci permettono anche di passare week-end alternativi. Ci sono numerosi impianti sportivi nel caso in cui si voglia passare del tempo a giocare con i propri amici e ci sono palestre che organizzano corsi per praticare quasi ogni sport. Nel nostro territorio infine vi sono molte attività, come negozi di videogiochi, di abbigliamento, di elettronica oppure di fumetti che permettono di soddisfare le passioni di noi giovani.

L’ultima ipotesi di oggi è sollevata da Francesca, sedicenne di Porto San Giorgio.

 “E se per l’imminente primo giorno di scuola non mi portassi nulla e andassi vestita con un abbigliamento estivo sarebbe sbagliato secondo voi?”

Noi sicuramente vorremmo andare i primi giorni di scuola senza nulla, ma alla fine crediamo di andarci portandoci lo zaino con l’astuccio e il diario. Fai come noi e sicuramente non sbaglierai, il primo giorno naturalmente non pensare ai possibili compiti delle vacanze che potrebbero averti assegnato a giugno. Per quanto riguarda l’abbigliamento vai tranquilla. Magari non andare per scuola esattamente come sei andata al mare. Ma per i primi giorni l’abbigliamento estivo va più che bene.

18/08/2016

Finalmente comincia la nostra avventura per sollevare qualche ipotesi che ci è stata suggerita da alcuni nostri coetanei, perché se ancora non è chiaro chi tiene questa rubrica è molto giovane. Certo il biberon l’abbiamo lasciato da tempo, ci piace raccontare delle cose che viviamo ed esprimere i nostri pareri. Ecco allora che rispondiamo all’ipotesi fatta da Luigi, fermano di diciassette anni su solleviamoipotesi@gmail.com.

“Io sollevo quest’ipotesi: se la Steat facesse dei servizi fino all’alba che collegassero le principali discoteche al centro di Fermo renderebbe più facile la vita a noi diciassettenni senza patente e con genitori non sempre disponibili ad accompagnarci o venirci a riprendere. Potremmo così andarci a divertire essendo però autonomi. Sarebbe giusto inoltre che la domenica vi siano più collegamenti fra le periferie e il centro storico di Fermo”.

 

Sicuramente è una bella ipotesi, ci piace, per risponderti al meglio siamo andati negli uffici della Steat e abbiamo girato la tua ipotesi al presidente dell’azienda dei trasporti del Fermano Fabiano Alessandrini, il quale ci ha spiegato: ”Noi in realtà copriamo già tutto il territorio comunale della città di Fermo, ed anzi da settembre partirà un nuovo percorso inerente il centro storico. Vi è però in atto uno scarso riscontro di utenza, infatti i mezzi non sono abbastanza frequentati e l’offerta di più linee rischia di diventare antieconomico. Nonostante questo sia la Steat che il comune hanno deciso di continuare ad incrementare l’offerta. Fra l’altro vi è una tratta (Fermo-Porto San Giorgio) che copre fino all’una il servizio permettendo una frequentazione dei locali sulla costa. Personalmente credo sia una buona proposta proprio a servizio di coloro che ne fruiscono soprattutto d’estate”.

Passiamo ora all’ipotesi di Francesco diciottenne anch’esso di Fermo:

“Se ci fosse una migliore gestione delle possibilità occupazionali noi giovani potremmo trovare più facilmente un lavoro, inoltre saremmo più liberi di cercare un’occupazione che ci piace, che ci stimoli e che sia il naturale proseguimento del nostro corso di studi e delle nostre capacità”.

Crediamo proprio che tutti noi giovani siamo giustamente molto preoccupati per il nostro futuro occupazionale. Ciò rende la tua ipotesi molto bella e per avere dei chiarimenti sul mondo dell’occupazione nel Fermano ci siamo rivolti ad Alfonso Cifani della segreteria regionale della Cisl che ci ha detto : “Per quanto riguarda il settore privato dell’occupazione la situazione non è affatto rosea, la crisi economica che ha colpito tutta l’Italia sta costringendo alla chiusura molte attività da ormai sette o otto anni e questa è una grandissima problematica per i giovani poiché si abbassano drasticamente le opportunità lavorative. Una parziale soluzione è stata la creazione di corsi specialistici che hanno l’obbiettivo di formare i ragazzi in modo da renderli pronti a lavorare in determinati settori. La situazione è però ancor più grave per i laureati che cercano di trovare un’occupazione nel comparto specializzato. Intanto i giovani non riuscendo però a trovare lavoro nel nostro territorio preferiscono cercare fortuna in altre zone del nostro Paese, magari tentando nella città dove si sono laureati, rimanendo magari dentro l’università stessa, oppure recandosi all’estero. La cosa peggiore è che la situazione diventa ancora più dura per le donne che da questo punto di vista hanno ancor meno chance occupazionali. Fra l’altro non esistono nemmeno un lavoro o un corso di studi preferenziali. La capacità di trovare un’occupazione è legata alle competenze individuali, ma anche alla sorte e magari alla possibilità di vagliare le richieste di lavoro e di sapersi adattare. Per queste ragioni secondo me è importante potenziare il collegamento fra l’offerta e la domanda occupazionali. Una cosa però, fondamentale, per ogni azienda, grande o piccola che sia, è quella relativa al personale amministrativo . Quest’ultimo necessita di una formato anche per sfruttare i finanziamenti europei di cui le nostre aziende hanno estremo bisogno ma hanno difficoltà a richiedere proprio per la difficoltà ad espletare tutta la documentazione necessario”.
Rispondiamo infine all’ipotesi di Anna, diciottenne di Monegiorgio:

“Se ci fosse permesso, noi studenti poteremmo andare a scuola portandoci dietro solo un Ebook-reader o un tablet con inseriti tutti i libri di testo in forma digitale invece di portarci in giro il nostro pesante zaino pieno di volumi”.

Questa è una possibilità che è sempre piaciuta ma ha sempre avuto anche i suoli lati negativi. Poiché se da una parte la comodità della cosa sarebbe indubbia dall’altra però si andrebbero a perdere tutti i vantaggi dei libri fisici in carta, come la possibilità di prendere appunti. Inoltre ad alcuni ragazzi da proprio fastidio studiare leggendo, magari per ore, su uno schermo digitale. Non c’è da sottovalutare assolutamente anche il fattore economico. Per noi studenti e per le nostre famiglie sarebbe una manna dal cielo: a fronte della spesa iniziale di un centinaio di euro o qualcosa in più per un Ebook-reader o per un tablet si avrebbe accesso ad ogni libro di testo a prezzi irrisori o comunque di gran lunga inferiori alle loro controparti cartacee. Bisogna inoltre sottolineare che la spesa iniziale per il dispositivo elettronico potrebbe essere agevolata oppure addirittura quest’ultima potrebbe non servire poiché ormai oggetti come i tablet sono già presenti in molte case. C’è però da dire che in alcune scuole, private e non, questa rivoluzione è già stata avviata, in toto oppure in parte, e lo stesso discorso va fatto per gli istituti di altri stati dove questo cambiamento è arrivato ormai da tempo considerevole.

 

Infofermo.it lancerà nei prossimi giorni una nuova rubrica dedicata interamente ai nostri lettori intitolata “Solleviamo ipotesi”. Il nome è dovuto ad una simpatica discussione avuta qui in redazione e nasce dal fatto che a causa delle tante ore passate dietro ai computer il massimo dell’attività fisica che ci possiamo permettere è appunto quella di sollevare ipotesi. In questa rubrica sarà possibile inviarci delle domande oppure delle curiosità all’indirizzo di posta elettronica solleviamoipotesi@gmail.com. Le mail verranno quindi lette e la risposta interesserà 5 domande per volta.

“Solleviamo ipotesi” uscirà tutti i lunedì per un periodo di prova che abbiamo fissato a 4 settimane per valutarne il livello di gradimento dei lettori, ma non escludiamo affatto di poter continuare a tempo indeterminato. Per formulare le risposte ci avvarremo anche dell’aiuto di esperti. La scadenza per inviare le domande è il giovedì. Questa rubrica è rivolta principalmente al nostro pubblico più giovane perciò chiediamo ai ragazzi di inviarci mail per soddisfare le loro curiosità. Vi aspettiamo

La Redazione

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