Presentazione

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ABITANTI: 37.1OO;
TERRITORIO COMUNALE: 124 km/q;
DENSITA’ DI POP.: 300 ab/kmq;
ESTREMI ALTIMETRICI: 0-321 metri s.l.m.

fermo1.jpgFERMO Sorge sulla sommità  e lungo le pendici del Colle Sabulo (affacciato sul mare Adriatico, su un contrafforte che domina le valli del Tenna e dell’Ete) e si sviluppa fino al litorale, nella parte centro – sud della Regione Marche (a circa 60 km da Ancona, 85 da Pescara, 240 da Roma e 260 da Bologna).

Nobile e antichissima città, affonda le sue origini in epoca preromana, dal 264 a.C. importante colonia latina, e capoluogo della Regio Picenum, poi nel 90 a.C., a seguito della guerra sociale, divenne Municipium: con la Lex Julia i suoi residenti ottennero cittadinanza romana e il diritto di voto nei comizi che consentiva di accedere alla Magistratura.
Dopo la caduta di Roma, per breve tempo è stata sede di un Ducato, da sola e assieme con Spoleto, poi per quasi due secoli di una importante Marca che si sviluppava dal fiume Musone (vicino ad Ancona) fino al Sangro (poco più a sud di Pescara), dagli Appennini al mare Adriatico (superficie pari alle attuali province di Macerata, Ascoli, Teramo e Pescara); attorno al XIV sec. è stata capitale di un piccolo Stato con ottanta castelli tra Ascoli e Macerata (c.d. “Comitato Fermano“).

Nel 1130 si è eretta in libero comune: si ha la prima prova documentale dell’esistenza di consoli; nei quattro secoli a seguire l’indipendenza comunale si alterna con periodi in cui la città  è sede di signorie (la più nota quella degli Sforza milanesi nel Cinquecento), fino all’arrivo dello Stato Pontificio, alla fine del Cinquecento.
Dal XVI secolo, durante il lungo dominio pontificio, è stata sede, prima di una sorta di stato con un po’ di autonomia che è andata diminuendo sempre di più fino a diventare un semplice capoluogo di una provincia (“delegazione pontificia“).
Sotto il breve dominio napoleonico è stata eretta a capoluogo del Dipartimento del Tronto, che andava dal fiume Chienti al fiume Tronto (comprendeva anche Ascoli e Camerino). Dopo la Restaurazione, di nuovo capoluogo di provincia (“delegazione pontificia“) che però non comprendeva più Ascoli, diventata provincia a sé.
Nel 1848 è sede attiva di moti carbonari; aderirà subito alla Repubblica Romana del 1849.
Infine nel 1860 con un plebiscito Fermo ha votato a favore della sua annessione all’Italia in cui è stata inizialmente confermata capoluogo di una provincia con quarantasette comuni e 110.000 abitanti, che poi, con Decreto Minghetti del 22 dicembre 1860, è stata unita alla provincia di Ascoli, città  nella quale è stata spostata la sede del capoluogo.
Inizialmente la nuova provincia assume la denominazione di Ascoli-Fermo e Fermo è sede di una Sottoprefettura. La doppia denominazione scompare dopo pochi anni mentre la Sottoprefettura è chiusa nel 1927.
Nel 2004 la Legge n° 147/2004 istituisce di nuovo la provincia di Fermo, separata da Ascoli.

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