Torre San Patrizio – Rapagnano – Magliano di Tenna

Torre San Patrizio

Posto a 225 metri di altitudine in posizione collinare, vanta reperti di epoca repubblicana ed imperiale romana che fanno supporre che Turris Patritia non fosse altro che un semplice “Pagus”. L’agglomerato urbano si andò formando intorno alla chiesa di San Patrizio (oggi scomparsa). Circa nell’anno 1000 Turris Patritia fu eretto a Comune, dall’XI secolo circa fu amministrato dai monaci fino al 1258, quando Manfredi lo cedette a Fermo. Nel 1414 fu preso d’assedio da Carlo Malatesta signore di Cesena, ma il 7 giugno 1416 tornò sotto il Migliorati signore di Fermo e vi rimase fino al 1433, anno in cui si alleò con Francesco Sforza per liberarsi dall’egemonia fermana, Distrutta dall’esercito pontificio, due anni dopo venne ricostruita con l’intervento economico dei Fermani. Tra le attrattive di Torre San Patrizio si annovera la chiesa di San Francesco con crocifisso ligneo del cinquecento, la pittoresca porta da sole e la cinta muraria del XIV secolo.

Antistante al Municipio c’è la chiesa di San Salvatore del 1800 e la chiesa della Madonna delle Rose che conserva un affresco di Pietro Alemanno Madonna con Santi del 1446. Fuori dal centro abitato si può visitare villa Zara, oggi parco pubblico.

Patrono del paese è San Patrizio, Vescovo e Apostolo della Chiesa Irlandese dal 432 al 461, anno della sua morte.

Rapagnano

Situato a 314 metri di altezza si affaccia sulla vallata del Tenna. Presenta tracce di insediamenti preromani e romani rinvenuti in contrada San Tiburzio nel 1880; alcune strutture sono ancora visibili presso la Fonte della Ripa e parte delle mura castellane.

Si parla del Castello in epoca antecedente all’anno mille. Si pensa che nel 1039 fosse donato all’Abbazia di Farfa, sempre conteso fra Montegiorgio e Fermo fu possesso del primo nel 1229 e possesso di Fermo nel 1244.

La Rocca subì varie occupazioni come quella del 1400 da parte di Carlo Malatesta da Cesena, per poi tornare nel 1416 sotto Fermo e sotto il Papato.

Nel 1700 il Comune subì una notevole trasformazione urbanistica di cui il centro storico ne è l’attuale testimonianza. Durante l’occupazione francese tornò a far parte del cantone montegiorgese.

Le maggiori monumentalità che il paese offre sono le mura castellane del XIV secolo, con i tre torrioni, e la chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista del 1400, ricostruita nel 1761, dove si conserva il busto di Papa Giovanni XVII nativo del luogo.

La chiesa di San Giovanni edificata nel 1504, la chiesa rurale di San Tiburzio del 1507, la chiesa di Santa Rosalia del 1754, quella di Sant’Antonio del XVII secolo e quella rurale di Santa Colomba ricostruita nel 1700, come il Palazzo Comunale dell’architetto Bracci ed altre costruzioni della stessa epoca.

Da non trascurare sono tutte le opere d’arte conservate all’interno delle chiese e degli edifici precedentemente menzionati.

Patrono del paese è San Giovanni Battista. La storia vuole che fu liberato dal peccato originale e santificato nel grembo materno: egli stesso battezzò Gesù Cristo nel fiume Giordano. Nelle rappresentazioni pittoriche lo si vede vestito con pelle d’agnello, come simbolo ha una Croce con vessillo.

Magliano di Tenna

Situato a 293 metri di altezza sulla Media Valle del Tenna nasce come Castello intorno all’anno mille con il nome di Castrum Malleani. Il suo fondatore sembra essere stato un condottiero mercenario di nome Malleani, come attestato da un antico rogito notarile del 1293, mentre ulteriori documentazioni storiche sono andate perdute a causa di un incendio.

Dopo aver fatto parte per lungo tempo dei possedimenti farfensi, fu sotto il dominio di Montegiorgio fino al XIV secolo.

Per tre anni dal 1413 al 1416 subì l’occupazione di Carlo Malatesta, poi nel 1433 fu conquistato ed entrò a far parte dei possedimenti di Francesco Sforza fino al 1446. Passato il periodo burrascoso delle conquiste e delle occupazioni torno sotto la amministrazione fermana, da cui poteva essere protetto in caso di pericolo dovendo però pagare tributi morali e materiali.

Durante l’occupazione francese fu aggregato al cantone di Montegiorgio. Con la restaurazione tornò a far parte della delegazione di Fermo, solo in epoca recente conquistò l’autonomia comunale.

Una delle maggiori attrattive del paese è sicuramente la cinta muraria del XIII secolo ottimamente conservata con la sua porta da Bora, il bel torrione e l’incasato a corona. Al centro sorge la chiesa pievania di San Gregorio Magno, ricostruita nel XVIII secolo su un complesso abbaziale farfense, dove sono presenti affreschi attribuiti al Pagani.

Fuori paese troviamo la chiesetta della Madonna delle Grazie del XV sec. ampliata nel XVIII sec. Nasce da un’Edicola del 1400, poi abbiamo la chiesetta di San Filippo dove è custodita la tomba dell’arch. G.B. Carducci. Piuttosto interessante è l’adiacente complesso rurale con la presenza di una Palombara. Patrono del paese è San Gregorio Magno, Papa e gran dottore della Chiesa, protettore di musicisti, passamanai, bottonai, e cantori, invocato contro la peste e la gotta.

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