Porto S.Elpidio – S.Elpidio a Mare – Monte Urano

Porto Sant’Elpidio

Costantemente legato a Sant’Elpidio a Mare di cui ne era il porto naturale, è il più giovane dei comuni piceni, nato nel 1952. I ritrovamenti di tombe picene nelle frazioni di Pian di Torva e della Corva ci rivelano insediamenti di questa civiltà sin dal VII – VI sec. a.C.

Si racconta inoltre che le truppe di Annibale reduci dalla vittoriosa battaglia del Trasimeno allestissero un campo permanente proprio in questo territorio.

Il Porto di Sant’Elpidio a Mare è citato nell’886 in un documento inerente la Chiesa di Santa Croce che in quell’occasione veniva elevata ad Abbazia Imperiale, tale documento era redatto per l’Imperatore Carlo il Grasso. Nel 1252 una bolla firmata da Papa Innocenzo IV concedeva agli abitanti del luogo di costruire un porto. Nel 1416 è citato come scalo marittimo a tutti gli effetti con una propria dogana, con tanto di contingente militare al fine di garantire la sicurezza nei molteplici scambi commerciali e proteggere la zona dalle scorrerie dei pirati e dagli assalti dei Turchi: ciò avvenne per tutto il Medioevo seguendo ovviamente le vicissitudini del comune principale.

Con l’invasione napoleonica il territorio per la sua posizione geografica dovrà sopportare il continuo passaggio di truppe, vi cercherà vanamente rifugio il Cardinale Bernetti segretario di stato di Pio IX.

Fra gli elementi rimasti di maggior interesse storico emerge la torretta di avvistamento costruita nel XVI secolo: oggi chiamata dell’orologio, è situata lungo la statale Adriatica.

Di particolare interesse la chiesa dell’Annunziata, dove si conserva il dipinto dell’Assunzione della Vergine di Nicola Monti del XVII secolo. Inoltre il Santuario della Corva dove dal 1829 si ricordano diversi miracoli. Sono anche visitabili villa Barucchello, villa Murri e villa Bernetti, Trevisani e Rutigliano. Patrono del paese è San Crispino. Strettamente legato a San Cristiano, sono martiri del III secolo a Soissons, protettori di calzolai, ciabattini e per estensione a tutti i lavoratori della pelle. Nell’iconografia sono rappresentati intenti nel loro lavoro di calzolai.

Sant’Elpidio a Mare

Situato a 251 metri sul livello del mare, i suoi primi insediamenti risalgono all’VIII secolo a.C. testimoniati da una necropoli picena e da reperti archeologici che attestano la sua prosecuzione in epoca Romana.

Il Castello fa la sua prima apparizione ufficiale nell’886 in un documento di Carlo il Grasso, in seguito Sant’Elpidio sarà libero Comune schierato totalmente su posizioni guelfe e battaglierà spesso con la vicina Fermo. Nel 1328 subirà l’attacco ed il saccheggio dei fermani capeggiati da Rinaldo da Monteverde. Dovettero passare 12 anni prima che Sant’Elpidio potesse avere la sua rivincita. Il Comune fu però nuovamente sconfitto e distrutto da Rinaldo nel 1376: da questo momento iniziò la sua decadenza.

Nel 1431 sarà Francesco Sforza a saccheggiare nuovamente il Castello parzialmente ricostruito. Nel 1570 riacquistò nuova importanza con un nuovo governo e nuovi statuti. Nel 1797 insorse contro l’occupazione francese con la battaglia del Colle dei Cappuccini. Il 30 settembre 1828 con bolla Papale di Leone XI il Castello di Sant’Elpidio fu elevato al rango di Città. Le principali attrattive storico culturali del paese sono costituite dalla cinta muraria, che comprendono porta Marina, porta Canale e porta Romana del XIII – XIV secolo. Nella piazza del XV secolo c’è la torre gerosolimitana dei monaci guerrieri chiamati più tardi Cavalieri di Malta, con una lunetta in rilievo della Crocifissione proveniente dalla Basilica di Santa Croce dell’ XI secolo.

Il Palazzo Comunale con facciata del 1600 dove all’interno si conserva un polittico di Vittore Crivelli e opere del Domenichino; la ricca chiesa di San Filippo con organo Callido; la chiesa di San Francesco (già Santa Maria in Piazza) con altro organo Callido; la chiesa della Misericordia con affreschi del Pomarancio; la Collegiata di Sant’Elpidio con facciata gotica del XIV secolo ed un sarcofago romano del III secolo; la chiesa Madonna dei Lumi con facciata del XII sec.; la chiesa della Madonna degli Angeli del XV sec.; il museo della calzatura; la Pinacoteca Comunale.

Fuori porta la Basilica di Santa Croce ad oggi diroccata del XI secolo, la Basilica di Maria Santissima della Misericordia del XVI sec. con dipinti di Boscoli, del Pomarancio e del Lilli. Patrono del Paese è Sant’ Elpidio Abate e qui riposano le sue spoglie: visse nel IV secolo nelle Marche, il suo nome significa “dona speranza”.

Monte Urano

A 251 metri di altezza si affaccia sulla bassa valle del Tenna, il centro è già abitato dai tempi di Roma e delle centuriazioni augustee. L’origine del suo nome è incerta, forse deriva da Turan la Venere Etrusca, o forse più probabilmente dal latino Taurus. È uno dei tanti comuni di origine Medievale che nascono intorno all’anno mille. Fu feudo dei Canonici della Chiesa di Fermo: nel 1055 per la prima volta viene citato su un documento come uno dei cinque Castelli della Cattedrale di Fermo. Nel 1198 fu saccheggiato e conquistato dalla vicina Sant’Elpidio a Mare e nel 1226 fu di nuovo ceduto a Fermo. Nel 1301 tentò di costituirsi libero Comune ma nel 1357 è di nuovo indicato nella “Descriptio Marchiae Anconitanae” come possedimento della città di Fermo, “Castra Ultra Tomiam”, fu Francesco Sforza nel 1445 a ricostruire il centro abitato e la cinta muraria come nuovafortificazione dando forma all’interno del Castello.

Durante il governo napoleonico fece parte del dipartimento del Tronto e nel 1816 è incluso nella delegazione di Fermo come sede di governatorato.

Di particolare interesse storico è l’intero nucleo centrale, con Porta del Sole del XIV secolo; una volta in Piazza della Libertà vediamo la Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo in stile neoclassico dell’architetto G. B. Carducci con modifiche di G. Sacconi. All’interno si conservano: un Crocifisso ligneo del 1700, una Croce astile sbalzata in argento del 1500 ed una Madonna con Bambino di L. Fontana.

Da un lato della Chiesa c’è il palazzo Comunale con dipinti dello Spagnolini, dall’altro la torre detta dell’orologio con arco gotico da dove si accede alla rocca, dove unico sbocco è la porta del baluardo con arco acuto protetta da un bastione, fuori le mura ci sono, la Chiesa di Santa Maria Apparente in stile romanico del XIV secolo e la Chiesa di Sant’Isidoro con un affresco del 1400 dove è rappresentata la Madonna delle Nevi.

Patrono del Paese è San Michele Arcangelo, protettore di giudici, bancari, radiologi, poliziotti, pompieri, paracadutisti, schermitori, armaioli, arrotini, merciai, speziali, fabbricanti di bilance, magliai, cappellai, invocato per la buona morte.

Riproduzione Riservata