Monterubbiano – Moresco – Lapedona

Monterubbiano

Sorge in posizione panoramica a 463 metri di altitudine, ha antichissime origini, di cui i reperti Paleolitici, Neolitici ed una necropoli Picena del V sec. a.c. ne sono la testimonianza. Nel 268 a.c. divenne città Romana, (urbs urbana), nel secolo V fu distrutta dai Goti e furono i Benedettini a riedificarla. Nel 1000 ha già acquisito il nome di Orviano o Urbano più vicino al nome attuale. Citato come possedimento dell’Abbazia di Montecassino passò in secondo tempo sotto quella Farfense. Federico Barbarossa con il suo esercito la conquistò nel 1176, sei anni dopo fu messa a ferro e fuoco dai Fermani che la governarono fino al 1443, quando Francesco Sforza occupandola la fortificò con una imponente cinta muraria, rendendola un importante punto strategico e lasciando un bell’esempio di architettura militare. Con Sisto V nel 1586 entrò a far parte del presidiato di Montalto. Nel 1752, inviati da Benedetto XIV, furono presenti cartografi e matematici per ricercare la triangolazione di un arco del meridiano per rettificare la carta Pontificia, solo dopo Napoleone la città tornò sotto la delegazione Fermana.

Numerose sono le bellezze storiche di Monterubbiano. A partire dal teatro Pagani, a lui intitolato perché qui nacque, il palazzo Comunale Romano Gotico del XIV sec., Palazzo Onesti 1553 e Palazzo Segreti 1443, la Chiesa Collegiata di S. Maria dei Letterati XV sec. con all’interno l’Assunzione della Vergine di Vincenzo Pagani 1539, la Chiesa di S. Maria dell’Olmo e Pievania di S. Stefano e Vincenzo entrambe Romaniche dell’XI sec., la Chiesa di S. Francesco del 1247 affiancata da un campanile barocco, la Chiesa di S. Agostino del 1266 con decorazioni e pitture di Antonio La Neve, Vincenzo Pagani e un polittico di Pietro Alemanno, la Chiesa Badia di S. Flaviano e Biagio del 1275, Chiesa di San Michele Arcangelo risalente al XI sec., la Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista del 1238 con affresco sposalizio mistico di Santa Caterina d’Alessandria, la Chiesa del SS. Crocifisso del 1590 con pitture del Bonfini, la Chiesa della Madonna dei Monti con affresco della Madonna del Soccorso di Giovanni Pagani. Infine il museo archeologico e la pinacoteca Comunale.

Il Patrono del Paese è San Nicola da Tolentino protettore della maternità e dell’infanzia, viene invocato contro gli incendi e le epidemie.

Moresco

Viene considerato uno fra i Paesi più integri e pittoreschi delle Marche, rimasto e mantenuto nelle sue caratteristiche originali di Castello medievale. Secondo alcune fonti la costruzione risalirebbe al V sec. ad opera dei Fermani come rocca difensiva contro le incursioni barbariche.

Nel 1083 viene citato come castello occupato dalle truppe Saracene al seguito di Giuseppe il Giuscardo. Nel 1433 è sotto il dominio degli Sforza e nel 1586 Papa Sisto V lo annette al presidiato di Montalto. Durante il dominio francese verso la fine del 1700 viene aggregato alla città di Monterubbiano. Riconquista la sua indipendenza comunale nel 1910 per intercessione di Re Vittorio Emanuele III. Visitando Moresco possiamo ammirare il centro ancora intatto cinto da mura che assumono una forma ellissoidale, la torre dell’orologio del XIV sec. la loggia gotica con affresco di Madonna con Bambino di Vincenzo Pagani: in passato questo affresco costituiva la terza navata della distrutta Chiesa di Santa Maria in Castro.

Quindi la torre eptagonale del XII sec. la Chiesa di Sant’Antonio in Piazza Castello, la Chiesa della Madonna della Salute, la Chiesa della Madonna dell’Olmo che racchiude al suo interno un’Edicola cinquecentesca affrescata dal Vincenzo Pagani, il Palazzo Comunale dove si conservano di grande pregio, sempre del cinquecento la loggetta addossata alla porta da sole, infine la Chiesa di San Lorenzo Patrono del Paese che ha come compatrono San Nicolò, (San Nicola).

San Lorenzo è festeggiato il 10 Agosto. Del Diacono martire morto bruciato si raccontano molti aneddoti. Protettore di librai, bibliotecari, osti, cuochi, rosticcieri, invocato contro gli incendi, la lombaggine e le malattie della vite.

Lapedona

È situata in ottima posizione geografica a 264 metri di altitudine a pochi chilometri dal mare. Secondo alcuni storici i primi abitanti furono i Pelasgi che giunsero alla nostra terra dal suolo Greco. Porta tracce della presenza picena seguita dalla civiltà Romana testimoniata da un importante cippo funerario di un magistrato locale. Nell’Alto Medioevo prima i Longobardi, poi i Monaci Avellaniti ed i Farfensi vi fondarono alcuni insediamenti, di cui rimangono a testimonianza le chiese romaniche ancora oggi ben conservate.

Un documento del 1088 registra il passaggio degli insediamenti al Vescovo di Fermo. Dal XII secolo gli insediamenti distaccati vengono abbandonati e viene costituito un unico agglomerato fortificato “Lapedona”. Come in moltissimi altri Comuni dell’Italia centrale tra il quattrocento ed il cinquecento, con la diffusione della mezzadria anche le campagne di Lapedona si popolarono lasciando nell’urbe signori ed artigiani.Da visitare la Chiesa Parrocchiale, dove viene custodita l’antichissima statuetta lignea del Santo Patrono San Quirico, martire bambino insieme alla madre Giuditta. Promotore di molti miracoli è protettore dei bambini. La data Bizantina della sua festa cade il 15 luglio.

Importante la Chiesa di San Nicolò del XVII secolo con particolare soffitto ligneo completamente dipinto. Altre chiese sono la collegiata di San Lorenzo del XVII secolo, la Chiesa priorile dei SS. Giacomo e Quirico del XIV secolo, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Nivem con affreschi del XV secolo, inoltre la Chiesa rurale della Madonna Manù dell’XI secolo in stile Romanico, la Chiesa di San Pietro del XII secolo, l’insediamento Monastico della Madonna Bruna, infine la Chiesa romanica di San Quirico con la sua straordinaria cripta.

Riproduzione Riservata