Montegiorgio – Grottazzolina – Ponzano

Montegiorgio

È situato a 410 metri di altezza e domina la media valle del Tenna. I suoi reperti archeologici dell’età della pietra e del bronzo testimoniano nel colle “Pincio” e nelle zone circostanti insediamenti Neolitici e Piceni. Il paese prese il nome della chiesa benedettina Mons Sancta Mariae in Georgei già prima del 1278. Con il passare del tempo e nella costrizione dialettale il nome si ridusse a Mons Georgei 1433 circa, poi divenne Montegiorgio.

Fu feudo farfense fino al XIII secolo, quindi passò sotto il dominio della Chiesa fermana fino a quando Federico II la dichiarò libero comune assegnandogli vari Castelli, schieratasi con i Ghibellini lottò spesso contro la Papalina Fermo. Sempre nel XIII secolo giunse da Firenze una colonia di artigiani e mercanti Ebrei i quali dettero un grande impulso all’economia locale. Nel 1356 il Cardinale Albornoz le riconobbe il diritto di eleggere liberamente i propri amministratori, battaglierà con Rinaldo da Monteverde Signore del vicino Castello, sarà occupata e saccheggiata da Francesco Sforza e nei secoli a seguire continueranno ad alternarsi con Fermo alleanze e dissidi, conseguenza delle evoluzioni politiche del potere pontificio nella Marca Fermana. Nel finire del 1700 subisce l’invasione francese a cui dovrà pagare 1200 scudi: proseguendo nel tempo le sue vicende storiche non saranno dissimili da quelle dei paesi circostanti fino ad arrivare all’unità d’Italia. Da ricordare sotto il profilo storico le frazioni di Monte Verde, sovrastato dal colle di Santa Susanna, dove qualche rudere sparso ricorda l’esistenza del Castello del tiranno Rinaldo; Alteta, dal centro storico medievale ancora integro, e Cerreto, con due chiesette ed una fonte con lavatoio annesso di grande pregio.

Il centro storico di Montegiorgio risulta particolarmente interessante essendo assai ricco di elementi artistici ed architettonici. Entriamo dalla porta medievale di San Nicolò del XIV secolo ancora oggi dotata dell’originale portone in legno, saliamo fino alla Chiesa in stile Romanico – Gotico di San Francesco (già Santa Maria Grande) che fu edificata nel XIII secolo in concomitanza con l’adiacente Monastero Benedettino – Farfense. Il portale in pietra d’Istria è opera del maestro Gallo: all’interno è conservata la cappella gotica dai pregevoli affreschi. Procedendo vediamo la Chiesa di San Giacomo con arco gotico, poi la porta Sant’Andrea e la vicina e omonima chiesa neoclassica con pala d’altare rappresentante la Madonna dell’Umiltà di Francesco Ghissi del 1373. Poco fuori la particolare chiesetta di Santa Maria dei Lumi di struttura ottagonale.

Nel loggiato della piazza spicca il portale che immetteva nell’antica chiesa di San Salvatore. Si possono poi visitare il palazzo municipale con affreschi del Panfili 1780, il teatro Alaleona, l’antico convento delle Clarisse e la Chiesa di Santa Chiara. Poco distante c’è Palazzo Passari, la Chiesa settecentesca dei Santi Giovanni e Benedetto al suo interno un quadro a olio su tela di San Sebastiano. Inoltre la Chiesa Barocca di San Michele e la Chiesa di Sant’Agostino decorata con affreschi del trecento.

In contrada “Cota” troviamo la Chiesa di Santa Maria della Luna dal pregevole portale. Lì accanto c’è la “Portarella” antica porta medievale così denominata dalla popolazione locale. Da non trascurare la Chiesa di Santa Maria della Fiera del XIV secolo e la porta da bora o di Santa Maria.

Patrono del paese è San Giorgio, cavaliere della Cappadocia, protettore di arcieri, cavalieri, militari, armaioli e boy-scouts.

Per quanto riguarda la nostra ricerca si ringrazia la signora Altea lombardi che ci ha fornito il materiale raccolto e catalogato da lei e dalla sua scolaresca ottimamente elaborato e ricco di informazioni, al fine di evidenziare una forma di arte di storia e di religiosità popolare che rischia pian piano di scomparire.

Grottazzolina

Situato a 222 metri affonda le sue origini nel VI – VII secolo a.C. Di grande importanza è il ritrovamento in loco di una necropoli Picena, mentre durante l’impero romano questo territorio fu diviso in centurie e fu dato in proprietà ai soldati veterani “oramai in pensione”. Con la caduta dell’impero romano subì come gli altri castelli della zona le invasioni barbariche dei Visigoti, degli Unni, dei Longobardi, con i relativi saccheggi e distruzioni. Solo intorno al X secolo fu edificato il castello fortificato ancor oggi esistente: fu uno dei primi feudi dei canonici Farfensi con il nome di Cripta Canonicorum. Dal 1215 circa passò sotto il dominio degli Estensi. Solo quando Papa Innocenzo III lo dette in feudo ad Azzo III d’Este della Marca Anconitana cambiò il suo nome da Cripta Canonicorum a Cripta Azzolina, detta poi nell’idioma volgare Grottazzolina.

Sino a tutto il 1500 la città seguì le altalenanti vicende storiche legate alla città di Fermo, subendo il passaggio delle truppe mercenarie con le relative guerre e tutte le sventure che ne derivavano.

Tornò sotto lo Stato Pontificio restandovi sino all’annessione al Regno d’Italia.

Il centro storico è in cima al colle, qua e la permangono tratti dell’antica cerchia muraria del XIII sec. Di particolare interesse la Chiesa di San Giovanni Battista, edificata nel 1684, dai pregevoli stucchi di Pio Panfili, una tela del Battesimo di Gesù sullo stile del Pomarancio, una Croce Astile del XV sec. Inoltre vediamo il Palazzo degli Azzolino oggi utilizzato per mostre e congressi, la Chiesa del SS. Sacramento e Rosario eretta nel 1763 dove gli affreschi e le statue sono opera di Luigi Fontana, la Chiesina di Santa Maria del 1671 di grande importanza artistica per alcuni affreschi risalenti al 1600. Infine il teatro in stile Liberty Ermete Novelli. Patrono del Paese è Santa Petronilla, vergine e martire romana del I sec., conobbe San Pietro e fu una dei più ferventi discepoli: il suo nome significa “piccola roccia”.

Ponzano

Questa zona è già popolata nel III secolo d.C. periodo del tardo Impero Romano. Intorno al mille sono i potenti Monaci Farfensi a prenderne il possesso costruendo la Chiesa di Sancta Maria Mater Domini, che in seguito prenderà il nome di “San Marco”. La leggenda vuole che Ponziano fratello di Gilberto, per primo dette vita al Castello, mentre Gilberto evitando inutili spargimenti di sangue, si spostò sul colle più vicino edificando Monte Giberto.

Ponzano dopo il dominio dei Farfensi divenne possedimento di Fermo. Nel 1407 il Vicelegato della Marca lo occupò, nel 1416 si ribellò al giogo di Carlo Malatesta e fu saccheggiato, combatté contro Grottazzolina, per tornare poi sotto l’influenza Fermana di cui seguirà sostanzialmente tutto il percorso storico.

Elementi di maggiore spicco sono la Chiesa Farfense del XII sec. in stile romanico di Sancta Maria Mater Domini, oggi chiamata San Marco, originariamente abbazia Benedettina, con all’interno affreschi del 1200. Il castello con porta ogivale e loggiato a tre archi, il torrione costruito nel 1400 dalle merlature Ghibelline, la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria e San Marco Evangelista dove sono conservati pregevoli quadri ed un bassorilievo su pietra di arte toscana del XVI secolo. Sono anche visibili reperti di epoca Romana del III secolo.

Patrono del Paese è San Marco, uno dei quattro Evangelisti. Incontrò Paolo per la prima volta nel 44 e con lui portò il vangelo a Cipro, morì nel 68 circa ad Alessandria d’Egitto. Le sue reliquie furono portate a Venezia da alcuni mercanti nel 828. Protettore di notai, interpreti, ottici, vetrai, allevatori, invocato per il buon raccolto e contro la scabbia. Da non dimenticare una visita al vicino castello di Torchiaro ed alla sua Chiesa Parrocchiale dei SS. Simone e Giuda dove un’acquasantiera poggia le colonne su un tempio paleocristiano.

Riproduzione Riservata