Altidona – Pedaso – Campofilone

Altidona

Dista pochi km dal mare, a 202 metri di altitudine in posizione panoramica. All’origine fu centro dei Piceni, in seguito divenne insediamento Romano compreso nell’ager Firmanus. Intorno all’anno 1000 faceva parte dei possedimenti di Montecassino, ben presto entrò a far parte dello sviluppo territoriale dei Monaci Farfensi. Dal 1500 divenne castello di Fermo alla cui storia rimase strettamente legato, anche se il carattere della sua popolazione fu da sempre conosciuto come ribelle e bellicoso. Nel 1700 venne saccheggiato dalle truppe Francesi. Nonostante ciò la sua struttura medievale è rimasta in gran parte integra. Entrando nel castello in gran parte integro attraverso la porta ovest con arco a tutto sesto e soffitto a botte, troviamo sul lato sinistro la Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco, quest’ultimo patrono della città.

La Chiesa è del 1767, all’interno si possono anche ammirare alcuni dipinti di Vincenzo Pagani. Inoltre conserva un polittico del Cortese del 1390 ed una Croce astile del XV secolo. Patrono del paese è San Ciriaco martire.

Attraversando il corso si può uscire dalla porta ad est di epoca medievale. Percorrendo la circonvallazione si possono ammirare le mura di fortificazione del vecchio castello ancora in buono stato ultimamente restaurate, ed apprezzare l’aspetto panoramico della sua favorevole posizione.

Pedaso

Sorge su uno stretto pezzo di terra lasciato dal mare sotto il monte Serrone nella zona detta la Cupa. Fu ricostruito in marina nel 1795 dopo le grandi frane che portarono il vecchio castello in fondo al mare.

Pedaso ha antichissime origini che lo fanno risalire all’epoca dei Pelagi: un suo re dal nome Asys trasmise il nome all’ampio fiume “Aso”, ai cui piedi, nella foce, i Dori costruirono un porto ritenendolo navigabile per l’abbondanza delle sue acque.

Pedaso nei secoli ebbe diversi nomi, ricordiamo i due più antichi: “Portum Asi ed Impede Asi”.

Le radici dei Pedasini sono rimaste sul Monte Serrone dove sorgeva, oltre all’antico Castello, anche un faro (ricostruito nel 1877) che lo rendeva allora un importante punto di riferimento per la navigazione del medio Adriatico.

L’abitato attuale è di recente costruzione. Da segnalare l’antico borgo con le sue caratteristiche viuzze, la Chiesa di Santa Maria e San Pietro del 1920 in stile neogotico, villa Bruti fine XVIII secolo, alcuni edifici in stile Liberty.

Una passeggiata per la strada del vecchio castello porta al Santuario della Madonna Addolorata, per poi arrivare fino alla sommità del monte da dove si può ammirare un bellissimo panorama sul mare.

Il suo patrono è San Pietro apostolo, la cui ricorrenza cade il 29 giugno. Festeggiato la prima domenica di luglio, è protettore di pescatori, pescivendoli, portieri, orologiai, ciabattini, chiavari e mietitori.

Campofilone

Situato in un colle panoramico a soli 3 km dal mare, affonda le sue radici nel VIII-VII secolo a.c. ed il suo nome, secondo G. Amadio, nella toponomastica marchigiana risalirebbe ad un insediamento di tintori lavandai. Dai numerosi reperti di età Romana, come il serbatoio idrico in Valmirana del I secolo a.c., passiamo all’insediamento castellano di età Longobarda del XI secolo. Campo Fullone accolse l’importante Abbazia Benedettina dedicata a San Bartolomeo tuttora Patrono della città. La pianta è a Croce Greca completamente ricostruita sull’Abbazia Farfense dell’XI sec., mentre le due porte d’ingresso porta da sole e porta da bora sono caratterizzate da un’arco gotico. Di quest’apostolo (figlio di Tolomeo) sappiamo che il nome “Bartolomeo” è un patronimico, mentre Natanaele è il suo vero nome. Arrivò a predicare il Vangelo fino in India dove fu spellato vivo e decapitato.

Protettore di pellicciai, conciatori, guantai, sarti, rilegatori, macellai, viene festeggiato il 24 agosto. La città ben fortificata protesse il contado per secoli dagli attacchi dei vari malfattori di passaggio: ancora oggi, dietro l’abbazia, sono visibili i resti del Castello Medievale con merlature Ghibelline risalenti al XIV secolo. Solo dal XV secolo si cominciò a smantellare vari tratti di mura per lasciare spazio a nuove costruzioni, fino ad arrivare all’aspetto ellittico che oggi rileviamo. Da visitare l’Abbazia di San Bartolomeo con affreschi del Fontana e dell’Achilli, l’incasato Medievale con orto abbaziale, le sue antiche porte, le sue viuzze e i sotto passi, la vecchia torre campanaria del XII sec., il teatro Comunale del 1928, la Chiesa di San Patrizio della fine del XVI sec. ricostruita nel XIX secolo, e tutta la campagna circostante.

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