20 luglio 2018

Lanfranco Ceroni nuovo presidente Ance Fermo- Ascoli. Violoni: “Edilizia piccola impresa ma serve la ricostruzione”

pubblicato in Cronaca |

PICENO – Sfida e opportunità, la ricostruzione post sisma è il filo rosso attorno a cui muoversi per rilanciare l’edilizia, settore chiave dell’economia italiana e della provincia di Fermo in particolare. “Cambiano le norme, cresce la burocrazia, ma ci sono anche aspetti che vanno nella direzione giusta, quella che tutela le imprese oneste che pagano i lavoratori e rispettano i contratti” sottolinea Stefano Violoni, presidente Ance Fermo, la sezione edile di Confindustria.

CASSA EDILE

Un ruolo chiave nei prossimi anni lo rivestirà la Cassa Edile e gli industriali iscritti ad Ance Fermo e Ascoli hanno scelto come nuovo presidente interprovinciale l’imprenditore Lanfranco Ceroni . Dopo tre anni guidati dall’architetto Marco Catalini, il fermano Lanfranco Ceroni, presidente del Cda della ditta Cfl srl, impresa edile global service di Rapagnano attiva dal 1980, porterà la sua esperienza maturata in un gruppo che tra dipendenti e indotto gestisce 60 persone. “Voglio dare il mio contributo, dopo anni di lavoro manuale. Porto l’esperienza all’interno del sistema per cercare di regolamentare e ben definire i compiti delle imprese edili, che non possono essere la panacea di ogni problema. Abbiamo competenze, ma anche campi d’azione definiti”.

NUOVO CONSIGLIO

La cassa edile è rappresentata al 50% dalle imprese e al 50% dai sindacati in rappresentanza dei lavoratori. È un ente paritetico, previsto dal contratto nazionale dell’edilizia. Rinnovato anche il Consiglio, di cui è vicepresidente il sindacalista tonino Passaretti: Massimiliano Celi e Mauro Cardinaletti, Marco Catalini, Silvio Armillei, Alessandro Argieri, Alessandra Giacomini, Sergio Ionni, Guglielmo Malaspina, Paola Senesi, Simone Sparti.

LA RICOSTRUZIONE

L’importanza della Cassa Edile in questa fase di ricostruzione la ribadisce Stefano Violoni; “Dopo il sisma è accresciuto il compito per quanto riguarda la ricostruzione, visto che è stato istituito il ‘Durc per congruità’. È un attestato che certifica la manodopera utilizzata per effettuare un lavoro nel rispetto di tabellario e norme. Un nuovo Durc importante perché garantisce l’uso del contratto collettivo da parte delle imprese edili. Capita infatti che ci siano aziende che svolgono lavori edili utilizzando contratti agricoli, chimici e metalmeccanici, quindi non conformi al lavoro da eseguire”.

RISPETTO DELLE REGOLE

Il ‘Durc per congruità’ viene richiesto alla cassa edile d’iscrizione ed è obbligatorio essere iscritti alla Cassa provinciale in cui il lavoro viene eseguito. Da qui l’importanza della figura del presidente che firma insieme al direttore il documento di congruità. “Senza questo passaggio le imprese non possono essere pagate nell’ambito della ricostruzione. Gli imprenditori devono rispettare la contrattualistica nazionale, il poter lavorare sarà uno stimolo in più per evitare l’utilizzo di forme contrattuali penalizzanti per il lavoratore”. “Troppi contratti metalmeccanici e agricoltori all’interno del mondo dell’edilizia. Ora – conclude Lanfranco Ceroni – tra White list e Durc per congruità, l’impresa seria non avrà problemi, perché in fondo non cambia nulla. Si chiede solo di rispettare le regole, come ognuno di noi fa”.

PICCOLA RIPRESA

A far ben sperare è la lieve ripresa che sta interessando il comparto. “Puntellamenti e messe in sicurezza hanno ridato vigore ad alcune imprese, ma attenzione perché tra qualche mese sarà tutto fermo, visto che la ricostruzione non è partita. Ci aspettiamo un cambio di passo sulla gestione del post sisma, altrimenti il comparto si ritroverà di nuovo in crisi” concludono Violoni e Ceroni.

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