17 maggio 2018

Tetto crollato all’Itis Montani: domattina manifestazione degli studenti di tutte le scuole. Corteo dal Biennio dell’istituto industriale alla sede della provincia di Fermo

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FERMO – Sicurezza. E’ questa la parola d’ordine che muoverà domani mattina il corteo degli studenti delle Scuole fermane che vogliono con la loro partecipazione mettere in evidenza la priorità  di edifici scolastici più sicuri dopo il crollo  di una parte del tetto del Triennio dell’Itis Montani. La manifestazione è organizzata da tutti i consigli di istituto del Fermano e dalla Consulta provinciale. Al corteo parteciperà, come fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa,  anche Antonio Morelli presidente dell’associazione “Comitato vittime di San Giuliano”. Partenza, dunque,  alle ore 8 dal Biennio dell’Itis Montani per raggiungere il palazzo della provincia di Fermo ed in delegazione essere ricevuti dal presidente Moira Canigola e lì confrontarsi su un problema divenuto troppo importante per essere lasciato senza risposte  sia da parte della politica che da quella tecnica. Gli studenti scendono in campo per capire quanto sia garantita la loro incolumità e quella dei docenti delle loro Scuole. Un diritto allo studio che deve essere garantito da chi è responsabile della gestione degli edifici scolastici. Nella attuale sede della provincia di Fermo, ( identificata come Polo scolastico perchè con finanziamenti appositi è stato costruito quel complesso)  in cui sono aperti diversi uffici dell’ente presieduto da Moira Canigola dovrebbero, invece, starvi gli studenti. Una delibera, infatti, approvata al tempo dell’attivazione della Provincia ha permesso che in quello spazio vi fossero ubicati gli uffici dell’ente ma la questione doveva essere temporanea. Sono passati diversi anni da quella deliberazione, gli uffici provinciali sono ancora lì. “Nella Penisola – rileva Legambiente – stando all’ultimo dossier Ecosistema Scuola, oltre il 41% delle scuole (15.055) si trova in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti; il 43% di questi risale a prima dell’1976, e cioè a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica; solo il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica. Inoltre analizzando le linee di finanziamento degli ultimi quattro anni, solo il 3,5% degli interventi ha riguardato l’adeguamento sismico delle aree a rischio (532 interventi per 15.055 edifici), con una tempistica tale da permettere il raggiungimento dell’obiettivo sicurezza in quelle aree solo tra 113 anni. Per quanto riguarda i dati di Ecosistema Scuola – prosegue l’associazione ecologista –  relativi alle Marche, l’associazione ambientalista ricorda che non comprendono la città di Ascoli Piceno, che continua a inviare dati incompleti e Fermo che non ha risposto. I tre Comuni di Ancona Pesaro e Macerata presentano il 47,2% di edifici costruiti ante normativa antisismica del ’74, contro una media nazionale del 63,6%, ma solo l’1,4% è stata costruita secondo con criteri antisismici e solo su un 14,3% è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica, nonostante il territorio delle Marche sia stato fortemente colpito dagli eventi sismici del 2016.”

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