15 maggio 2018

Promozione e tutela della dieta mediterranea, approvata all’unanimità la legge regionale. Giacinti: “Uno stile di vita che non è importante solo per il suo valore alimentare, ma anche sanitario, culturale, ambientale, economico e sociale, che caratterizza l’identità delle Marche, per anni al centro di studi internazionali al riguardo, grazie alla popolazione campione di Montegiorgio”

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ANCONA– Promuovere e tutelare la dieta mediterranea non solo per il suo valore alimentare, ma anche sanitario, culturale, ambientale, economico e sociale. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge “Tutela e valorizzazione della dieta mediterranea”, presentata dal presidente della commissione Affari istituzionali, Cultura ed istruzione, Francesco Giacinti, dall’assessore al Bilancio Fabrizio Cesetti e dal presidente della commissione Sanità, Fabrizio Volpini ed approvata questa mattina in aula all’unanimità.

Il regime alimentare tipico dell’Italia rappresenta una risorsa per molteplici aspetti della vita di una persona, della collettività e del territorio – non a caso la dieta mediterranea è iscritta dall’Unesco nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità – ed ha un rapporto privilegiato con le Marche, ed in particolare Montegiorgio. Ad illustrare i contenuti della legge, il presidente della prima commissione, Francesco Giacinti, relatore di maggioranza della proposta di legge. “È ormai noto come la dieta mediterranea, povera di grassi e di alimenti di origine animale e ricca di cereali, legumi, verdura, frutta e grassi insaturi derivanti prevalentemente dall’utilizzo dell’olio d’oliva riduca la presenza nelle popolazioni di malattie cardiovascolari. Il consumo generalizzato di questa dieta non ha, dunque, effetti positivi solo sulla salute del singolo, ma produce, in un’ottica di comunità, la riduzione della spesa-sanitaria. La dieta mediterranea – ha proseguito Giacinti – rappresenta anche uno strumento di salvaguardia dell’ambiente per il rispetto delle biodiversità, della stagionalità delle produzioni e della filiera corta che la caratterizza, senza sottovalutare i possibili risvolti di sviluppo economico di questo filone produttivo». E non è ancora tutto. «Non va trascurato l’aspetto sociale e culturale. Alla dieta mediterranea sono associate consuetudini sociali, ritualità e convivialità, che ne fanno un momento per instaurare e valorizzare relazioni sociali ed interpersonali, nonché per affermare e rinnovare l’identità della comunità”.

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