9 maggio 2018

Ospedale “Murri”: carenza di personale medico in molti reparti. Allarme della Cimo, il sindacato dell’Area Vasta 4 dei medici ospedalieri “la situazione è critica in quasi tutti i reparti. Rischio di una conseguente precarietà dell’assistenza”.

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FERMO – “Manca il personale medico all’ospedale ‘Augusto Murri’ di Fermo, ovvero il nosocomio di rete e ciò può nuocere ai servizi erogati e determinare una conseguente precarietà dei servizi”.  Codice rosso questa volta per la struttura di via Murri dove diversi professionisti sono e stanno andando in pensione, altri scelgono di lavorare in  molti plessi ospedalieri nella Regione, altri ancora si muovono all’interno dei reparti dello stesso “Murri” . A lanciare l’allarme di una situazione precaria e che sta incancrenendo e preoccupando molti è la Cimo, il sindacato dei medici ospedalieri dell’Area Vasta 4. A soffrire di più per  quanto sta accadendo, secondo la Cimo,  sono i reparti di Pediatria, il Pronto Soccorso, la Medicina Generale in alcune sue articolazioni, la Cardiologia e la Chirurgia.

“La riunione si è resa necessaria – dicono alla Cimo – per discutere della situazione critica che si sta verificando presso l’ospedale di Fermo relativamente alla carenza di personale medico in quasi tutti i reparti e alla conseguente precarietà dell’assistenza”. “Le difficoltà assistenziali vengono aumentate dalle carenze di posti letto in relazione alle richieste di ricovero, che costringono i pazienti a degenze fuori dai propri reparti, comportando difficoltà logistiche per il personale sanitario spesso costretto a lunghi percorsi che compromettono la tempestività dell’assistenza” afferma la dottoressa Maria Menichetti, segretario aziendale Cimo AV4.

“Una situazione così caotica e scombinata è causa di rischi che incombono sulla sicurezza delle cure, provocando un inevitabile disagio sugli stessi operatori, troppo spesso sottoposti a insostenibili carichi di stress e di responsabilità. È questo il motivo per il quale si sta determinando un fenomeno del tutto nuovo e per molti versi inatteso: i medici decidono di licenziarsi, orientandosi su obiettivi lavorativi più sicuri” sottolinea il dottor Luciano Moretti, segretario Cimo Marche.

Secondo il sindacato degli ospedalieri: “Per i medici più giovani la fuga è dovuta anche alla precarietà dei contratti, in molti casi a tempo determinato o di collaborazione, che inducono naturalmente a perseguire situazioni più stabilizzate e meno incerte. A fronte di questa drammatica situazione che si sta determinando, si continuano a seguire logiche troppo spesso solo economicistiche, rinunciando a promuovere l’assunzione di nuovo personale, esponendo l’intero sistema ospedaliero ad una inevitabile riduzione della qualità dell’assistenza”.

 

 

 

 

 

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