9 maggio 2018

Nosocomio di Amandola: Licio Livini direttore Area Vasta: “I livelli di assistenza socio sanitaria sono garanti e al servizio della comunità”

pubblicato in Cronaca, Sanità |

AMANDOLA“Ad esclusione della Medicina Interna, dislocata a Fermo, ad Amandola sono attivi tutti i servizi”. Questo quanto afferma Licio Livini direttore generale dell’Area Vasta4 in merito alla vicenda post sisma  del nosocomio amandolese che ha creato un mare di polemiche sul ripristino della struttura.  Livini, dati alla mano,  spiega:  “Nei moduli prefabbricati presso il campo sportivo comunale ci sono: Punto di Primo Intervento, Potes (postazioni territoriali di soccorso), Dialisi, Punto Raccolta Sangue, Servizio Continuità Assistenziale, Servizio Veterinario. Nella ex scuola elementare si trovano: Servizi Amministrativi (Direzione Medica con Segreteria, Anagrafe Assistiti, Gestione rilevazione presenze, attività Amministrativa del Servizio Farmaceutico, Attività Amministrativa del Servizio Economato), Assistente Sociale, Ambulatori dei Medici generici e Pediatri di libera scelta, Assegnazione e distribuzione presidi sanitari, Centralino telefonico. Per quanto riguarda l’Rsa – prosegue il direttore dell’Area Vasta4 –  che conta 20 posti (ospitata nella ex scuola elementare) va rilevato che nell’ultimo mese l’accoglienza è stata ampliata anche ai cittadini dell’area montana dei sibillini delle provincie di Fermo, Ascoli e Macerata”. Livini precisa poi: “Presso l’ospedale Vittorio Emanuele II nel corpo B parzialmente agibile sono dislocati: Attività Ambulatoriali Specialistiche Riabilitazione, Punto Prelievi, Salassoterapia e Terapia marziale, Servizio Vaccinazioni, Servizio Cassa-CUP. Inoltre da novembre 2017 sono state riattivate tutte le attività della Radiodiagnostica (TC, Ecografie e Radiologia Tradizionale) e fino ad aprile 2018 sono 3651 gli esami fatti. Tra l’altro – dice ancora il direttore generale –  da alcune settimane all’interno della vecchia struttura vicino alla radiologia sono in corso i lavori di adeguamento dei locali per attivare una nuova risonanza magnetica, non esistente nel vecchio ospedale, donata dalla fondazione Carisap che dovrebbe essere attivata entro l’autunno prossimo. Tutt’altro che abbandono, anzi, i livelli di assistenza socio sanitaria sono garantiti e al servizio della comunità. Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Amandola – chiarisce Livini –  che ricomprenderà tutte le funzioni, è già stato conferito l’incarico di sponsorizzazione relativo alla progettazione alla Kos care SRL. È in corso di completamento il progetto definitivo che si prevede di ricevere a breve. È già stata presentata una prima tranche del lavoro comprensivo delle tavole architettoniche e dei render plano-volumetrici. Si conta di avere entro la prossima estate il progetto esecutivo da mettere a gara.
Entro il 2018 si prevede di esperire la gara di appalto ed aggiudicare i lavori, che dovrebbero terminare entro i primi mesi del 2021. Questo è uno dei progetti più avanzati di tutta la ricostruzione interamente finanziato per un importo totale di 18.000.000 euro (Ricostruzione sisma 13.000.000 euro – donazione privata “Rosneftì” 5.000.000 euro). Investimento che dovrebbe togliere ogni dubbio a chi teme ridimensionamenti per il futuro. Nel frattempo – conclude Livini-  continuano gli interventi di recupero di porzioni del vecchio ospedale finalizzati a utilizzare temporaneamente quegli spazi al posto di moduli esterni che, pur offrendo servizi, sono per loro natura scomodi.  In questa direzione stiamo inoltre lavorando in stretta collaborazione con il comune di Amandola per far rientrare prima della fine dell’anno in spazi adeguati, all’interno della vecchia struttura, la Potes, il Ppi e la Dialisi per eliminare dal campo mobile tutti i container prima dell’inverno. È evidente che gli investimenti fatti non possono in nessun modo sostituire l’investimento definitivo che va nella definizione di una struttura sismica di 4 livello, cioè strategica”.

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