7 aprile 2018

A Torre di Palme nascerà il museo archeologico. Via libera della giunta comunale fermana ai lavori di realizzazione. Conterrà quanto rinvenuto nella necropoli picena

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FERMO – Il museo archeologico di Fermo avrà una sede in uno dei luoghi più belli della città capoluogo: Torre di Palme dove storia, bellezza, fascino, cultura, arte,  archeologia si concentrano  per affacciarsi sul mare e scatenare infinite  emozioni. In uno scrigno magico come quello di Torre di Palme, eletto a uno dei Borghi più belli d’Italia, non poteva, dunque, non  trovare sede il museo che conterrà anche  i reperti della necropoli picena rinvenuti durante gli scavi del metanodotto tra il dicembre 2016 e l’aprile 2017 proprio  in contrada Cugnolo che “racconterà” con i suoi preziosi reperti  le radici del territorio.

La giunta comunale di Paolo Calcinaro ha, dunque,  deliberato ed approvato il progetto definitivo dei lavori di realizzazione del museo archeologico, dopo gli interventi di sistemazione al piano terra dell’immobile ex sede della scuola dell’infanzia dove il museo nascerà e all’interno del quale troverà spazio anche un nuovo punto informativo turistico per i visitatori del borgo. L’allestimento si svilupperà su 4 sale con un’aula ricezione e 3 aule con le bacheche contenenti i reperti scoperti nelle diverse tombe oggetto di indagine archeologica in questi due anni. Tutto ha avuto inizio poco prima di Natale di due anni fa  durante alcuni scavi inerenti il viadotto metanifero, la terra ha restituito i resti dei corpi di due donne vissute nel VI sec a. C. ammantate di ambra, gioielli e di due f anelloni Piceni e di loro familiari. Materiale che fu subito messo in sicurezza e divenne oggetto di studio da parte della Sovrintendenza. Il borgo non è nuovo a questi tipi di scoperte: monili, armi a partire dal XVIII sec. furono rinvenuti nei pressi di Torre di Palme, destando così le prime curiosità tra gli eruditi del tempo. Altri scavi furono eseguiti nei primi del ‘900. “Questo museo rappresenta un passo importantissimo nella valorizzazione di questa scoperta che merita di essere studiata e conosciuta – ha dichiarato il sindaco Paolo Calcinaro – e un’attestazione per Torre di Palme che così potrà avere un ulteriore motivo per essere visitata. Un investimento importante per questo borgo che merita di essere conosciuto ancora di più”.

“Si realizza così quanto avevamo pensato subito dopo le scoperte proprio per valorizzare un patrimonio prezioso e utile allo studio ed alla cultura di questo territorio – l’assessore alla cultura Francesco Trasatti – questo museo è anche frutto della condivisione con i residenti del quartiere che abbiamo incontrato con delle assemblee ad hoc per renderli partecipi di questa progettualità. Credo che sia una felicissima coincidenza il fatto che questo nuovo tassello si aggiunga a quanto già Torre di Palme presenta e offre, méta ambita e visitata da molti turisti, essendo assurta a Borgo Più bello d’Italia.

Il borgo ha infatti destato un grande interesse mediatico  come mesi fa su National Geographic e su Marco Polo anche per le scoperte archeologiche, ha coinvolto la partecipazione della locale scuola media nella promozione turistica del Borgo (che è valsa all’Istituto la bandiera verde di Eco Scools): il tutto raggiunto per la sua posizione mozzafiato, i suoi scorci, i suoi panorami e per esempio, per il polittico di Crivelli nella Chiesa di S. Agostino, il valore botanico del Bosco del Cugnolo e la suggestione fra leggenda e storia della Grotta degli Amanti.

“Quella del museo sarà una realizzazione che vede un ottimo lavoro progettuale portato avanti dall’Ufficio Tecnico del Comune e dai progettisti che ringrazio perché volto a recuperare una struttura inutilizzata da tempo e che in questo caso avrà invece la capacità di innescare flussi e movimenti turistici ulteriori in un borgo come quello di Torre di Palme” – ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici Ingrid Luciani

“Torre di Palme avrà il suo museo – ha detto l’assessore Mauro Torresi – l’assessore Trasatti lo aveva promesso e come fa questa amministrazione l’obiettivo è stato mantenuto. Si tratta di timidi, ma neanche troppo, segnali e passi verso quella destagionalizzazione da sempre auspicata dagli abitanti di questo meraviglioso borgo”.

Sulla storia archeologica di Torre di Palme non sono mancati lo scorso anno nel corso di incontri culturali pubblici, organizzati dall’associazione Turris, contributi da parte di esperti, professionisti direttamente coinvolti negli scavi fra i quali Giorgio Postrioti, funzionario di zona per la Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Laura Foglini, coordinatrice dei lavori per conto della Soprintendenza, Fabio Lunerti geomorfologo, Massimo Mattetti e l’antropologo Giacomo Recchioni.

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