14 marzo 2018

Lavoro: occupazione ancora in calo nelle Marche. Allarme della Cgil: “Cresce solo il lavoro dipendente. Ma e’ sempre piu’ precario”

pubblicato in Cronaca, Economia |

ANCONA – Continua a scendere l’occupazione nelle Marche con altri 3 mila posti di lavoro persi nel 2017. In forte calo il lavoro autonomo, solo parzialmente compensato dal lavoro dipendente che torna a crescere, in particolare nell’industria manifatturiera, ma è soprattutto lavoro precario”. L’allarme è della Cgil. “E’ quanto emerge dai dati forniti dell’ISTAT – affermano al sindacato .  ed elaborati dall’IRES CGIL Marche. Nelle Marche, il numero degli occupati è sceso a 616 mila unità, ovvero 3 mila occupati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un calo pari a -0,6%, in controtendenza rispetto al dato nazionale (+1,2%) e a quello delle altre regioni del Centro Italia (+1,1%). Il calo interessa il lavoro autonomo mentre il lavoro dipendente continua, seppur lentamente, a crescere (+0,7%) portando il numero dei lavoratori dipendenti a 461 mila, ovvero 3 mila in più rispetto al 2016. Dato positivo che, peraltro, interessa sia la componente maschile sia quella femminile, ma ben al di sotto delle tendenze nazionali (+2,9%) e di quelle delle regioni del Centro (+3,1%). Peraltro, occorre ricordare, che l’ISTAT considera occupati tutti coloro che nella settimana di riferimento hanno svolto almeno un’ora di lavoro.

Complessivamente, i posti di lavoro perduti dal 2008 ad oggi, ammontano a 36 mila di cui 25 mila di lavoratori dipendenti. Occorre poi evidenziare che cresce esclusivamente il lavoro precario, con 17 mila lavoratori dipendenti in più rispetto al 2016 (+24,2%) mentre continua inesorabilmente a scendere il lavoro stabile, con altri  14 mila lavoratori in meno (-3,6%). Dunque, nelle Marche, sono precari il 19,0% dei lavoratori dipendenti: il dato peggiore dopo quello di Puglia, Calabria e Sicilia”.

Secondo Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della CGIL Marche, “questi dati confermano le debolezze del mercato del lavoro marchigiano che abbiamo più volte denunciato: la crescita è troppo debole e i lavori a termine stanno erodendo sempre più il lavoro stabile, contribuendo ad accrescere la condizione di disagio di intere generazioni. Il lavoro, anche quando c’è non riesce a rappresentare più per le persone un elemento di sicurezza e soddisfazione”.

Sono 73 mila le persone in cerca di lavoro, in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2016, soprattutto per il numero di inattivi che decidono di tornare a ricercare attivamente un lavoro e di coloro, soprattutto giovani, privi di precedenti esperienze lavorative.

Diminuiscono, però, solo i disoccupati maschi (7,9%) mentre le donne in cerca di lavoro tornano a crescere in misura significativa (+7,6%) raggiungendo le 38 mila unità.

Il tasso di disoccupazione è stabile al 10,6%, superiore a quello nazionale (9,1%) e a quello delle regioni del centro  (10,0%) e particolarmente allarmante il dato della disoccupazione femminile che balza al 12,4%.

Osservando i principali settori produttivi emerge una ripresa dell’occupazione nell’industria manifatturiera (+3,4%) e nelle costruzioni (+1,5%) mentre continua a scendere il numero di occupati nei settori del commercio e turismo (-1,3%), negli altri servizi (-3,1%) e nell’agricoltura (-3,0%).

I lavoratori dipendenti tornano a crescere in misura apprezzabile nell’industria manifatturiera, con oltre 6 mila unità in più rispetto al 2016 (+4,1%), soprattutto donne, nel commercio, alberghi, ristoranti con 5 mila lavoratori in più (+6,6%), nelle costruzioni (+5,5%) e nell’agricoltura (+17,8%); in forte calo il numero dei lavoratori dipendenti negli altri servizi, con circa 10 mila unità in meno (-4,6%), soprattutto donne. Daniela Barbaresi aggiunge che “è necessario e urgente invertire la tendenza, e questo richiede un piano di rilancio dell’occupazione di qualità e degli investimenti, a partire da quelli in innovazione, per creare solide condizioni di sviluppo e di crescita”.  “Se non vogliamo rassegnarci- dice ancora –  a una regione che sta scivolando sempre di più verso Sud, è necessario che il sistema delle imprese, che in questi anni ha ampiamente beneficiato di incentivi e sgravi, faccia la propria parte, investendo con convinzione nel lavoro stabile e di qualità, e nelle competenze che i lavoratori possono esprimere”. “Servono- conclude –  però risposte concrete, forti e coerenti anche da parte della politica a partire da quella regionale che ponga la qualità e la dignità del lavoro e delle persone al contro delle scelte strategiche. Scelte che richiedono coinvolgimento, confronto e condivisione di tutte le forze economiche e sociali”.

 

 

 

 

Occupati
  2013 2014 2015 2016 2017 diff. 2017-16 % 2017/16
maschi        346.746        350.974        353.648        350.135        348.955 –             1.180 -0,3%
femmine        268.972        274.350        271.154        269.646        267.363 –             2.283 -0,8%
totale        615.717        625.324        624.802        619.781        616.319 –             3.462 -0,6%
       

 

       
Lavoratori dipendenti
  2013 2014 2015 2016 2017 diff. 2017-16 % 2017/16
maschi        240.904        242.430        240.962        240.448        241.583               1.135 0,5%
femmine        222.338        223.582        213.834        217.113        219.025               1.912 0,9%
totale        463.242        466.013        454.796        457.562        460.608               3.046 0,7%
       

 

       
Lavoratori dipendenti per tipo di contratto      
  2016 2017 diff. 2017-16 % 2017/16      
tempo det.          70.414          87.438             17.024 24,2%      
tempo indet.        387.148        373.170 –           13.978 -3,6%      
totale        457.562        460.608               3.046 0,7%      
       

 

       
Tasso di disoccupazione    
  2013 2014 2015 2016 2017    
maschi 9,7 8,7 9,0 9,7 9,1    
femmine 12,5 11,9 11,1 11,7 12,4    
totale 10,9 10,1 9,9 10,6 10,6    
Dati ISTAT – Elab. IRES Marche            

 

 

 

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