13 marzo 2018

Economia: spunta la candidatura della zona interna “Appennino Alto Fermano” nel confronto con la Regione. Di Cosmo della Cgil: “Il territorio ha bisogno di essere governato, di vedere avviati processi che vanno gestiti per raggiungere gli obiettivi”

pubblicato in Cronaca, Economia |

FERMO – “Da oltre un anno il movimento sindacale confederale e il sistema delle imprese locale stanno svolgendo un lavoro importante e proficuo per i lavoratori, le imprese e il territorio. Le relazioni hanno subito una accelerazione in termini di innovazione e collaborazione  sui temi della crisi economica e del rilancio competitivo e dello sviluppo. E’ tuttora in corso un confronto serrato con il governo regionale per determinare la decretazione di “Area di crisi complessa” e, si sta definendo la candidatura dell’area interna “Appennino Alto Fermano” insieme alla Provincia ed ai comuni montani”. Questo quanto afferma Maurizio Di Cosmo sgretario della Cgil provinciale.

“Strumenti legislativi utili – prosegue il sindacalista –   ma non sufficienti per il rilancio economico-produttivo e, soprattutto, non giustificativi di una statica attesa. Lo diciamo soprattutto alla giunta regionale. Il territorio ha bisogno di essere governato, di vedere avviati processi che vanno gestiti per raggiungere gli obiettivi: welfare, infrastrutture, servizi a imprese e famiglie, ammodernamento, aggregazioni, stabilizzazione dei contratti di lavoro, redditi, politiche attive del lavoro, formazione. Un esempio lo dà la nostra proposta  di progetti di formazione, anche a occupazione garantita, come potrebbero essere quelli relativi al taglio ed all’orlatura. Queste ultime due fasi di lavorazione del settore calzaturiero, dopo la pesante e ventennale fase di delocalizzazione, rischiano di scomparire, con gravi e ulteriori danni all’intera filiera produttiva”.

Secondo Di Cosmo: “L’emergenza, a cui ancora né governo nazionale né regionale hanno dato qualche risposta, rimane la questione degli ammortizzatori sociali. Molte imprese, industriali e artigiane, si trovano nella condizione di non poter più disporre del ricorso al loro utilizzo per vari motivi. Senza interventi, nei prossimi mesi potremmo assistere a decine di chiusure aziendali e centinaia di licenziamenti aggiuntivi a quelli già registrati negli ultimi anni. Le responsabilità e i compiti di governo e Regione sono evidenti. Ma, a preoccuparci sono anche le vicende che riguardano gli attori locali. Abbiamo detto del progresso delle relazioni sindacali con Confindustria di Fermo diretta dal presidente Melchiorri e, da Ciccola per i calzaturieri, con i quali abbiamo intessuto un dialogo costante. Sta di fatto che dopo l’accorpamento con Confindustria di Ascoli, appare impossibile anche il “minimo sindacale” cioè,  incontrare e conoscere il nuovo presidente Mariani. Questi, da oltre un mese, ignora la ns. richiesta unitaria di incontro per verificare la condivisione e la giustezza del lavoro svolto con la precedente presidenza e le condizioni per proseguire. Confessiamo che è stato più semplice organizzare gli incontri con i vice-ministri che con questa nuova presidenza locale! Prendiamo atto delle necessità organizzative che hanno determinato l’accorpamento. Ma ciò non può tradursi nella mancata copertura rappresentativa del sistema dell’imprese fermane a causa della lontananza e del disimpegno della  presidenza di Confindustria Centro Adriatico Ascoli Fermo”. “Insistiamo sulle correttezza delle rivendicazioni che con il “Tavolo provinciale” – conclude Di Cosmo –  abbiamo avanzato ai livelli istituzionali superiori. Il lavoro delle parti sociali è ancora più importante oggi, di fronte ad un quadro politico incerto. Di conseguenza, tutti gli attori locali devono assumersi le proprie responsabilità e dare seguito a ciò che a loro compete, così come è stato sottoscritto nel documento costitutivo del Tavolo suddetto. Il nuovo presidente di Confindustria se c’è batta un colpo!”

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