21 dicembre 2017

L’economista Stefano Zamagni entusiasma il pubblico della “Pagella d’Oro” della Carifermo che 110 studenti di cinque province si sono aggiudicati per meriti scolastici

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FERMO – La 55^ edizione della Pagella D’Oro è andata in scena oggi al teatro dell’Aquila. Il riconoscimento, che la  Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo e della Carifermo spa tributano ogni anno agli studenti piu’ meritevoli degli istituti scolastici di cinque province, Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona e Teramo in cui l’istituto di credito è presente con le proprie filiali, è andato a 110 ragazzi.Ospite d’onore  dell’evento di quest’anno è stato il professor Stefano Zamagni, ordinario di economia politica all’università di Bologna, che, in una splendida lectio magistralis, ha rapito il pubblico con “Paradossi della felicità ed economia civile”. Ad aprire l’evento il presidente della Fondazion, Alberto Palma. “Congratulazioni a tutti i premiati – ha  detto tra l’altro –  con l’augurio che la nostra società possa guardare al futuro con sempre maggiore positività”. Mentre Zamagni nel suo intervento ha affermato tra l’altro: “Parliamo di economia civile quindi un occhio alle persone e non solo al profitto; infatti nelle aziende, nel rapporto tra impresa e dipendenti, ci sono degli aspetti fondamentali come la reciprocità, il rispetto della persona e la simpatia che coniugano qualità della vita con produttività. Richard scopre empiricamente il Paradosso della Felicità. Excursus storico sulla felicità dai presocratici che la identificavano con la fortuna; successivamente invece con le virtù che, se esercitate, conducono alla felicità(fioritura); secondo Aristotele non si può essere felici da soli, ma almeno in due perché la felicità è data dalla riconoscenza, da chi ci riconoscere meriti e qualità. Questa corrente continua fino alla fine del 1700, nel 1789 precisamente anno in cui si pongono le basi dell’utilitarismo ( Cesare Beccaria è stato il primo ad affermare il principio di utilità in cui essa coinciderebbe con felicità)”. E qui il professore si lascia andare ad un simpatico aneddoto sui milanesi, che non amano si riconosca loro la paternità di questa teoria attraverso il loro concittadino Cesare Beccaria. Arriviamo al 1974 quandi lo studioso americano….mise in relazione il pil e l’indicatore sintetico di felicità, in cui vide che, fino a 22.000 dollari all’anno a testa, che corrispondono oggi a 34.000 euro i due coefficienti aumentavano, oltre questa soglia i due indicatori non sono più direttamente proporzionali. Sono 18 gli indicatori oggettivi pubblicati dalle Nazioni Unite, uno dei quali è il tasso di suicidi, che nel nostro Paese è in continuo aumento tra le classi abbienti perché i poveri” , ha sottolineato il professore “non si suicidano mai perché sperano sempre di migliorare la propria condizione. Sempre in aumento è anche la depressione (cfr. Prozac come il farmaco più venduto al mondo). Il benessere relazionale, che è fondamentale per la felicità, si riduce nel momento in cui, per guadagnare di più, si lavora di più e si toglie tempo allo svago e alle relazioni interpersonali. Il BES (benessere equo e sostenibile) in Italia diminuisce mentre il Pil torna a crescere infatti il nostro Paese quest’anno ha perso una decina di posizioni e si attesta al cinquantesimo posto”.
Quindi  Zamagni ha concluso con ottimismo citando il poeta indiano Tagore: “Quando il sole tramonta non piangere perché le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle. E una di queste stelle è anche questo vostro premio di Fermo”.
Donatella Lappa

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