12 ottobre 2017

I sindacati Cgil, Cisl e Uil manifestano davanti alla Prefettura per cambiare le politiche del Governo su pensioni, giovani, lavoro e sanità

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FERMO – Sabato 14 ottobre  il movimento sindacale riscende nelle piazze d’Italia e delle Marche. Continua la mobilitazione per affermare una nuova politica economico-sociale. A Fermo, l’appuntamento è alle ore 10 davanti al palazzo della Prefettura in Corso Cefalonia. Il sindacato confederale chiede che in legge di bilancio siano inseriti una serie di provvedimenti in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo. In particolare, Cgil, Cisl, Uil rivendicano più  risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura;l’adeguamento delle pensioni in essere; la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego;-

risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza.

 

Una legge di bilancio che voglia avere il carattere dell’equità e dello sviluppo deve tenere conto di tali richieste che Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato ai tavoli di confronto.

 

A Fermo, la mobilitazione di sabato intende evidenziare anche le ricadute negative della politica del governo sull’economia locale. Mentre i dati sull’occupazione confermano tutte le sofferenze del nostro sistema economico produttivo, incentrate sulla mancanza di lavoro e sulla precarietà, continuano le crisi aziendali del Distretto calzaturiero. Un’ulteriore preoccupazione è determinata dall’esaurimento degli ammortizzatori sociali che, falciati dalla recente riforma, pone per i prossimi mesi la drammatica prospettiva della cessazione di attività di molte piccole e medie aziende e l’avvio di centinaia di licenziamenti.

Le cose non vanno bene neanche per Commercio e Terziario con continue chiusure degli esercizi. Il ns. territorio si sta impoverendo e pesano l’assenza di interventi mirati di sostegno e rilancio, lo stato precario rio della totalità degli Enti pubblici, l’assenza di infrastrutture e servizi efficienti e innovativi, la lontananza del governo regionale.

La mobilitazione è anche a sostegno delle proposte che il Sindacato unitariamente ha condiviso con le altre rappresentanze sociali ed economiche al “Tavolo provinciale per lo Sviluppo” che sta riprendendo le iniziative.

 

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