19 agosto 2017

Terremoto e valanghe, angeli e leggende, brividi e mistero: sbarca a Fermo il caso editoriale “Un giorno capirai”

pubblicato in Cultura, Eventi, Iniziative |

FERMO – A un anno di distanza dalla fatidica data che ha cambiato la storia del centro Italia arriva nel fermano l’opera ispirata alla valanga di Casale Vecchio (1934), la cui genesi è stata caratterizzata da alcune sorprendenti coincidenze: è andata in stampa, difatti, ben prima dei tragici eventi dello scorso anno. Quando nessuno, tantomeno gli autori, potevano immaginare ciò che poi sarebbe accaduto nel centro Italia. Si tratta di “Un giorno capirai”, libro di Luca Capponi e Tuco Ramirez che sarà presentato giovedì 24 agosto alle 21 presso la Biblioteca civica Spezioli, nell’ambito dell’iniziativa “Biblioteca con vista”. 

Oltre agli autori, saranno presenti l’editore Domenico Capponi, l’attrice Elisa Maestri e l’artista Stefano Tamburrini; la prima leggerà alcuni passi di “Un giorno capirai”, il secondo esporrà una serie di opere grafiche ispirate alla copertina da lui realizzata.

«Un format quasi teatrale per presentare sì il libro, ma soprattutto per creare e condividere momenti di confronto costruttivi con le comunità del territorio. Attraverso l’arte, indagare il rimosso che queste tragedie hanno portato ad una nazione intera» spiegano gli autori, arrivati al loro terzo lavoro insieme dopo “C’era una volta il deserto” (2012) e “Inchiostro nero – 17 storie sporche di vita” (2014).

La storia
Sono passati 83 anni. Eppure sembra oggi.

La neve, tantissima, e la tragedia.

Era il 4 febbraio 1934, esattamente, quando una valanga si staccò del Monte Vettore spazzando via il paese di Casale Vecchio (Montegallo, provincia di Ascoli Piceno) e lasciando dietro di sé distruzione e dolore ma, al tempo stesso, una piccola grande speranza.

Un miracolo fece infatti da sfondo all’evento: data la posizione leggermente defilata, restarono in piedi una sola casa e parte della chiesa. Ma la cosa sconvolgente è che la gran parte degli abitanti di Casale si salvò dalla sciagura perché era riunita proprio nell’unica casa rimasta in piedi. Motivo? La veglia funebre di una bambina scomparsa poche ore prima, che lì viveva. Si salvò anche il ragazzo che era andato a suonare le campane in onore della piccola. Tutti diedero il merito di quella specie di miracolo proprio alla bambina, all’angelo che con la sua morte aveva indirettamente salvato decine di persone, riunendole lì. Quel giorno, infatti, morirono “solo” 8 tra anziani e malati, ovvero coloro costretti a rimanere nelle case per un motivo o per l’altro.

I ruderi di Casale Vecchio oggi esistono ancora e sono lì a testimoniare quanto accaduto.

Casale Nuovo fu ribattezzato e ricostruito più avanti e anch’esso oggi (r)esiste.

Uno dei motivi che hanno spinto gli autori di “Un giorno capirai”, il giornalista/romanziere Luca Capponi ed il suo braccio destro Tuco Ramirez, era proprio di riportare alla luce questa vicenda dimenticata, tragica e struggente allo stesso tempo, destinata a divenire altamente metaforica.

E qui entra in scena la coincidenza.

Nel romanzo si intersecano tre storie. Tra di esse, appunto, quella di una famiglia che si salva ma perde tutto a causa della catastrofe ed è costretta a fuggire lasciando la sua terra natia. Una storia di distacchi e sradicamenti, di montagna, animali, natura crudele e fughe improvvise.

Quando il libro fu completato, un anno fa, non erano ancora accaduti né la tragedia di Rigopiano né gli eventi sismici che hanno quasi distrutto proprio i luoghi a cui si ispira e che sembra di rivivere in molti passaggi della narrazione. Il destino di tanti amici, di tanti fratelli di Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio diventa il destino di un popolo.

Insomma, troppe, molte coincidenze legano il libro all’oggi, non a caso è divenuto un piccolo “caso” editoriale: la lettura lascia un po’ allibiti e un po’ meravigliati, come il ritrovarsi davanti agli occhi quello che sta su pagina, tra cronache e ricordi: la Storia di una storia che (ri)torna.

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