15 novembre 2016

Serie di riunioni per decidere il futuro dell’Annibal Caro. I genitori formalizzano un Comitato tecnico

pubblicato in Cronaca, Iniziative, Provincia Fermana |

Annibal CaroFERMO – Con il liceo classico ospitato definitivamente nel Polo scolastico di via Marsala, secondo molti, finalmente gli uffici della provincia di Fermo potrebbero trovare una sistemazione ultimativa per far decollare l’ente e farlo diventare di coordinamento del territorio. Il dopo terremoto è ancora tutto in salita per gli alunni del liceo classico fermano (la loro sede è parzialmente lesionata) che in turnazione con i loro colleghi delle Scienze Umane stanno facendo lezione temporaneamente (dovrebbe protrarsi fino a Natale) di pomeriggio a Palazzo Sacconi. Il comitato dei genitori dell’Annibal Caro sta, intanto, prendendo forma.

Dopo la sua formalizzazione davanti ad un notaio, l’organismo si confronterà direttamente con l’ente provinciale, restando, però, il ruolo istituzionale dei rappresentanti di classi. Quello del comitato in pratica, sarà un contributo tecnico in più. La maggioranza dei familiari degli alunni, confortati anche da diversi pareri tecnici, hanno deciso che gli studenti non possono tornare nei locali dell’Annibal Caro tra via Perpenti e via Leopardi ma la scuola deve essere trasferita in periferia. Nel caso, in particolare, nei locali del Polo Scolastico di via Marsala dove attualmente oltre le scuole sono ospitati gli uffici della Provincia. Per giovedì, pare che sull’argomento del trasferimento degli studenti in altra sede sia stata convocata una riunione di maggioranza dell’esecutivo provinciale. Gli studenti dell’Annibal Caro sono circa 450 che, di fatto, debbono subire, in questo periodo, una didattica sfalzata rispetto agli impiegati della provincia di Fermo il cui lavoro è più tecnico, pragmatico e quindi diverso da un impegno come quello dello studio che ha anche una sua tempistica particolare. Il senso delle istituzioni è quello di garantire il diritto allo studio in orari ragionevoli che rispettino un ciclo naturale dell’apprendimento. Da un punto di vista pedagogico per facilitare l’apprendimento e per andare incontro alle esigenze anche fisiche degli studenti che tra la sveglia, lo studio ed il trasporto per arrivare a Fermo non hanno più tempo di fare altro le lezioni pomeridiane non sono certo un buon incentivo. Gestito sul lungo periodo quale sarà il rendimento degli studenti, soprattutto di quelli che dovranno affrontare gli esami di Stato? Inevitabilmente è e sarà uno stress per loro. D’altro canto è vero che quanto sta accadendo è un fatto nuovo ed emergenziale, che bisogna fare sacrifici in questo momento e dei passi in avanti. Proprio per questo la Provincia deve andare incontro alle esigenze dei più giovani e dei più fragili. Il sindaco di Fermo(l’amministrazione comunale gestisce le scuole medie inferiori elementari e materne) è riuscito a far ospitare in dodici aule la Media Betti (i cui locali sono stati dichiarati inagibili) al Polo scolastico . Mentre il Liceo Classico sulla scorta delle verifiche dei tecnici che hanno decretato l’agibilità di una parte dello stabile dell’Annibal Caro è rimasto scoperto e al palo. A suo tempo (nel 2009) la Provincia tenne alcuni locali per se nell’edificio di via Marsala e attualmente occupa tre piani dell’intero stabile . Quest’ultimo è stato costruito con fondi propri della Provincia , con un finanziamento da parte di una legge nazionale su un terreno di proprietà del comune Fermo.

Il finanziamento era per un esclusivo uso scolastico. La provincia sarebbe stata ospitata nello stabile temporaneamente e doveva cercare nel frattempo una soluzione alternativa per gli uffici dell’ente. A sette anni, in presenza anche di una delibera provinciale in cui (pur senza dare una data precisa) viene evidenziata la volontà di trovare un’alternativa agli uffici sembra difficile sportarli. La presidenza dell’ente ha dato disponibilità a trasferire la propria attività ma in tempi lunghi. Si parla di settembre prossimo. “ La situazione era di emergenza allora per gli uffici ed in sette anni dovevano trovare un’alternativa – afferma Alessandro Volponi – ex assessore provinciale (quando Fermo ed Ascoli erano ancora unite) – che non è stata trovata. Non sono d’accordo di abbarbicarsi all’idea che il Polo Scolastico abbia contribuito a svuotare il centro storico. Sono, di fatto, edifici disabitati perché nella maggioranza non vi è attività nel pomeriggio. Troviamo , perciò, una soluzione per le scuole magari con un recupero edilizio insieme al comune di Fermo. Sono convinto sia necessario portare gli uffici della Provincia dentro il centro storico dove anche c’è più parcheggio. La normativa, a suo tempo, ha legiferato che i Comuni che prima avevano alcune scuole superiori come i Licei le passassero alle Province o in proprietà o in uso gratuito. Sono passate nel ‘96. La legge prevedeva che nel momento in cui veniva meno l’uso scolastico dell’edificio questo doveva ritornare al proprietario storico quindi, nel caso, al Comune. Per il Sacconi è stato speso, tra l’altro un milione e mezzo di euro. Ci vorranno dieci anni ma non c’è un edificio storico che possa essere messo totalmente a norma contro il terremoto . Non è una questione di soldi – prosegue Volponi – Ci sono vincoli strutturali, modalità di costruzione, un limite alle vie di fuga, il problema della luce, del rapporto di superficie finestrata…ecc che sono insuperabili. E’ necessario, perciò, ragionare in termini di prospettiva. Gli studenti debbono stare dove è stato progettato il Polo scolastico che ha anche un ampio uno spazio libero intorno.

L’ultima iniziativa è che il l Polo scolastico ospita, ora, anche la media Betti che è di competenza del Comune mentre la Provincia non sa dove mandare gli alunni del Classico (scuola gestita dall’ente provinciale ) facendo i turni pomeridiani. Mi chiedo perché, il comune di Fermo non pensi a costruire una scuola dove stanno i campi da tennis nella zona di piazza Tupini. E’ un’area stupenda dove si potrebbe realizzare una scuola a norma, (elementare e media )e spostando i campi da tennis al polo sportivo. Per rivitalizzare il centro storico , invece, si potrebbe dare luogo all’edilizia popolare di qualità. Facciamo una politica urbanistica seria, dunque”. Nel frattempo come trasferire in tempi brevi gli oltre cento impiegati provinciali (alcuni dei quali lavorano al Centro per l’impiego di via Sapri, altri nell’ex edificio dei Vigili del Fuoco ). Sul territorio sono già pronti e quindi in grado di accogliere già da subito gli impiegati provinciali, gli uffici della formazione di Sant’Elpidio a Mare, il “decentrato” di Amandola, un piano dell’Itc amandolese .

Ci sono diversi uffici a Montegiorgio nella scuola di Agraria oltre ad una disponibilità di spazi della Provincia in alcuni Comuni per avere sul territorio ulteriore personale. Il tutto per dar modo ai tecnici di mettere in sicurezza lo stabile dell’Annibal Caro che potrebbe diventare la sede definitiva della Provincia che, oltretutto, sta riducendo il proprio personale. E perché il tema, vista la sua particolarità ed importanza non diventa un argomento di confronto delle prossime elezioni provinciali e dei suoi candidati? Potrebbe essere un ulteriore contributo ad una decisione per i consiglieri che sono a fine mandato.

Rita Cirenei

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