14 ottobre 2016

La Regione disegna la nuova geografia culturale del Fermano. Fondi europei: tornano a nuova vita Fontevecchia e Terminal

pubblicato in Cultura, Iniziative, Interventi, Politica, Provincia Fermana |

FERMO – Il rapporto tra le Regione Marche e il Fermano sta conoscendo a tutti gli effetti l’alba di una nuova era. Sembrano infatti lontani anni luce i tempi della proposta di riordino delle province marchigiane con il parere contra legem della regione che sopprimeva la Provincia di Fermo, oppure gli anni dei tagli indiscriminati dove il territorio veniva, molto spesso, considerato l’ultima ruota del carro. Un ulteriore segnale arriva dall nuovo programma di interventi per la tutela, valorizzazione e messa i rete del patrimonio culturale delle Marche: si tratta di fondi POR FESR 2014/2020 che porteranno nel Fermano 2 milioni e 450 mila euro.

I fondi sono legati alla programmazione europea, che dà risalto alla cultura come crescita culturale e sociale dei territori. In particolare per la Provincia di Fermo, su proposta dell’Assessore Cesetti, sono stati individuati interventi nei Comuni di Fermo, Grottazzolina e Amandola che prevedono il recupero e l’adeguamento funzionale di contenitori culturali, con particolare riferimento all’area tematica “il contemporaneo” per la quale il Comune di Fermo è stato individuato quale capofila.

La quota principale va al capoluogo per la valorizzazione dell’area Terminal e del Fontevecchia. Nello specifico è previsto un contributo di 1 milione di euro. 250 mila euro vanno a Grottazzolina per il recupero e l’adeguamento funzionale del Teatro storico Ermete Novelli come punto di riferimento per lo spettacolo dal vivo contemporaneo. Per il Comune di Amandola, infine, è previsto un contributo di 200 mila euro per il recupero, restauro e adeguamento dei complessi ex Collegiata e Teatro la Fenice per realizzazione di iniziative di arte contemporanea e dello spettacolo dal vivo, danza e musica.

“Abbiamo destinato risorse importanti per il Fermano – spiega l’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti – attraverso interventi strategici che non solo favoriscono l’acquisizione di una più consapevole identità culturale ma accrescono anche la capacità di dialogo con gli operatori sociali ed economici”

Fondi che saranno rimpinguati ulteriormente con 1 milione di euro ad integrazione della misura 16.1 del POR FESR 2014-2020 al fine di poter aumentare la dotazione finanziaria a disposizione di Fermo sempre per interventi di valorizzazione del patrimonio culturale. Una boccata di ossigeno vitale per i comuni interessati dagli interventi, che arriva dopo la bocciatura del bando sugli ITI urbani. “Non mi sento di dire che Fermo sia state esclusa, in quanto il progetto presentato era molto importante e ben strutturato – spiega Cesetti – C’è stata una commissione tecnica che ha deciso, e il comune di Fermo non poteva mettere bocca”.

Una delusione in parte attenuata dalla scelta della Regione di finanziare la cultura del Fermano. “E’ una decisione lungimirante quella della Giunta regionale – rimarca l’assessore –  che però non vuole essere affatto una compensazione rispetto all’ITI urbano, la cui partita non considero affatto chiusa”.

Che tra Fermano e Regione sia tornato il sereno è sotto gli occhi di tutti e il sindaco Calcinaro parte proprio da questo punto per commentare la nuova geografia culturale del territorio. “C’è una attenzione verso Fermo e il Fermano che non si vedeva da tempo. L’iter per il nuovo ospedale ne è stato un primo lampante segnale, un nuovo metro di considerazione delle problematiche ed esigenze del nostro territorio che reputo molto importante. Fermo -continua il sindaco – sta dimostrando la capacità di attrazione e di gestione del proprio patrimonio. Lo dimostrano i numeri in costante crescita”.

Calcinaro prosegue: “Siamo allo snodo principale di 15 mesi di amministrazione iniziata insieme con Cesetti, ed oggi possiamo dire con forza che la Regione è un valore aggiunto della città e non più una parte da avversare”.

Con i soldi pronti ora non resta che avviare i lavori. Nel 2017 verrà aperto il Terminal, a cui manca l’allestimento final, e verrà completato il cortile del Fontevecchia, un lavoro che consentirà l’allestimento del museo archeologico. I tempi? Brevi, non fosse altro per la stretta dettata dal sistema di contabilità che viene indotto ai comuni per poter rientrare nel patto di stabilità.

Al capoluogo si abbina poi Grottazzolina che, secondo un primo disegno dovrà diventare il luogo delle nuove compagnie teatrali.

Marco Donzelli

 

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