31 agosto 2012

Provincia, fumata nera al Cal, il giorno decisivo sarà il 29 settembre

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FERMO – Seduta interlocutoria quella di stamattina del Consiglio della autonomie locali, chiamato ad esprimersi sulla riforma delle Province marchigiane, in particolar modo sul probabile accorpamento tra Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.E’ stata accolta all’unanimità la proposta di richiedere formalmente al presidente della Regione  se intenda o meno promuovere il ricorso alla Corte Costituzionale, così come già richiesto dal Cal nella seduta del 25 luglio scorso. Infine, dopo che il presidente del Cal Fabrizio Giuliani ha annunciato che la riunione decisiva dello stesso Consiglio delle autonomie locali si sarebbe tenuta quasi sicuramente il 29 settembre, è stata accolta la proposta del presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti di una riunione intermedia da tenersi tra il 14 ed il 21 settembre. Al tavolo,  a rappresentare le istanze del Fermano, oltre al presidente della Provincia, anche il sindaco di Fermo Nella Brambatti, in qualità di primo cittadino del Comune capoluogo (e che ricopre il ruolo di vicepresidente del Cal Marche), il sindaco di Monte Urano Francesco Giacinti, in qualità di rappresentante dei Comuni della Provincia al di sopra dei 5 mila abitanti, ed il sindaco di Monsampietro Morico Romina Gualtieri, espressione dei Comuni della Provincia con meno di 5 mila abitanti. <La prossima settimana – dice Cesetti – provvederò a convocare una riunione del tavolo già istituito e che comprende l’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale, i Capigruppo ed i componenti del Cal della Provincia di Fermo per esaminare l’evolversi della situazione e delineare le prospettive>. Durante la seduta di questa mattina, in occasione della discussione preliminare, il presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti ha ribadito la sua posizione ed i concetti già noti, che corrispondono a quelli emersi dal Consiglio provinciale e dal Consiglio comunale di Fermo, coerenti con il sentire di tutto il territorio fermano. Cesetti ha sottolineato come sia il Salva Italia che la Spending Review, per quanto riguarda le Province, siano provvedimenti ingiustificati nel merito, perché non comportano alcun risparmio per la spesa pubblica e, al contrario, provocheranno profonde lacerazioni nei territori, come già sta avvenendo, gettandoli nel caos. A questo si aggiunga che il drastico taglio delle risorse (500 milioni nel 2012, un miliardo nel 2013), tra l’altro a bilanci approvati, impedirà a tutte le Province di poter garantire i servizi essenziali per i cittadini. <Lo svuotamento delle funzioni e la trasformazione in ente di secondo grado – rimarca Cesetti – previsti nel Salva Italia, unitamente ai provvedimenti di riordino ed ai tagli di risorse, dimostrano il disegno centralista del Governo e la sua volontà di mortificare le autonomie locali con l’evidente intento di voler placare un’opinione pubblica indignata per la grave crisi che attraversa il Paese, per la soluzione della quale bisognerebbe dare ben altre risposte>. Il presidente ha ribadito, inoltre, come detti provvedimenti siano sbagliati ed inaccettabili nel metodo, perché in evidente contrasto con la Costituzione della Repubblica Italiana, e ha anticipato che chiederà al Cal di non formulare alcuna ipotesi di riordino perché la stessa non è, né tantomeno può essere intesa, sostitutiva dell’iniziativa dei Comuni ex art. 133 Costituzione. Sul punto, senza che sia stata assunta alcuna decisione, sono emerse, come prevedibile, diversità di valutazione.

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