16 giugno 2012

Guerriglia urbana in centro storico, ma è il Laser Tag

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SANT’ELPIDIO A MARE – Sabato prossimo il centro storico elpidiense si trasformerà in campo di battaglia. Niente guerra né guerrafondai, come qualcuno li ha dipinti, ma la terza edizione del Laser Tag in Centro. Il laser tag è una evoluzione “tecnologica” del soft air, dove non si sparano proiettili veri ma soltanto fasci laser totalmente innocui. Dalle 10 alle 19, 6 squadre provenienti da tutta Italia, tra le quali gli “Sciacalli” organizzatori dell’evento in collaborazione con lo Csen (Centro sportivo educativo nazionale), si sfideranno tra le vie del centro storico armati di fucile laser, gilet “tattici” e tute mimetiche. Circa 40 in tutto gli atleti in campo, provenienti da tutta Italia. Sarà una sorta di prova del nove per questa iniziativa, finora unica nel suo genere in Italia ma che è pronta ad allargarsi. A settembre si bisserà a Moresco, ma il sogno è quello di riuscire a creare un grande evento nel centro de L’Aquila, ancora semidistrutto dopo il terremoto di 3 anni fa. <Mettere in moto la piccola economia che riusciamo a smuovere con il Laser Tag in Centro sarebbe un sogno – spiega il presidente degli “Sciacalli”, l’elpidiense Cristian Alessandri – abbiamo già preso contatti, ci ragioneremo sopra. Ci stiamo concentrando anche sulla possibilità di creare una sorta di campionato italiano, viste le tante richieste che riceviamo per organizzare eventi simili in altri centri: Moresco, Arquata del Tronto, Jesi, Ancona. Era iniziato tutto come uno scherzo due anni fa, con le accuse di certa stampa male informata, ora vengono da tutta Italia a Sant’Elpidio a Mare per la bellezza della location, stregati dai nostri panorami. Il gioco è un mezzo, ma il fine ultimo è quello di far venire gente qui>. Il sostegno dell’amministrazione c’è, ma i fondi, come per le altre attività sportive e culturali, calano. <Non possiamo fare altrimenti purtroppo, dobbiamo sopportare tagli del 40-45% – afferma il sindaco Alessio Terrenzi – ma sosteniamo convintamente questa iniziativa che ci promuove egregiamente dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Ricordo le titubanze del primo anno, spazzate via dopo aver visto all’opera quello che uno sport sano e leale>.

Marco Pagliariccio

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